A Road Trip to Heaven // 1

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Premetto che sarà un po’ lunga, se volete rinunciare potete farlo subito.

Già, perchè questo non è un riassunto del nostro viaggio verso La Mecca ma un qualcosa da conservare per non dimenticare, e sarà quanto più dettagliato possibile.

Questa è una storia che parte da lontano, nel mese di aprile.

In un giorno apparentemente uguale agli altri, ricevo un sms da parte di Beps che suonava più o meno così “Oddio… ahhhhhhhhhh.. oddio…. la meryl… alla festa del cinema di Roma!!”, sms che scatena risposte deliranti e l’inizio di un ansia che sarebbe durata 6 mesi.. Meryl Streep, il nostro unico e solo dio, l’attrice vivente più grande al mondo, sarebbe venuta in Italia, e l’avremmo vista.

Da quel momento è stato un susseguirsi di progetti, sogni, dita incrociate, lavori rifiutati o rimandati perchè “poi non mi danno le ferie”, mesi ad immaginarsi cosa dire, cosa fare, quale dvd portare e soprattutto.. cosa scrivere nella lettera che avremmo tentato di darle?

Mesi che in realtà sono volati, perchè ad un certo punto mancava una settimana, la lettera era ancora all’inizio, decine erano state iniziate e cancellate, gli orari, i giorni era tutto una sorta di nebbia in cui nessuno aveva il coraggio di avventurarsi!

Così senza rendercene conto siamo lì, la sera precedente la partenza, a guardare X Factor per distrarci, a lanciare anatemi contro Francesco Facchinetti, ad urlare incoraggiamenti alla Whitney e finalmente.. a letto per ben due ore e mezza di sonno.

Sveglia all’alba, ore 4.04, con 5 inizi di Poker Face e un paio di Halo, colazione paiass che ritarda la partenza dalle 5 alle 5.45, ed eccoci in strada, con Pussy dei Rammstein come colonna sonora, oscuro presagio di cosa avrebbe avuto luogo il giorno successivo nella nostra stanza d’albergo.

Del viaggio di andata posso raccontare poco, devo essere entrata in coma a Melegnano per svegliarmi a Firenze, in coda sotto una pioggia che neanche in The Day After Tomorrow, ma ricordo benissimo, dopo pochi minuti, l’arrivo della telefonata del proprietario del B&B che ci chiedeva, molto gentilmente, se per caso poteva infastidirci avere una camera sola fino alle ore 20 perchè, poverino, doveva uscire, aveva un impegno.

Alle ore 20? In 4 in un letto semi matrimoniale e una doccia sola prima di incontrare Dio? Penso che dalla sua cornetta siano usciti dei fulmini e un po’ mi ha fatto pena, perchè la conversazione è terminata con “beh vedo di organizzarmi”.. beh, vedi tu!

Il viaggio è proseguito con una fermata in autogrill per un sontuoso panino con speck e funghi alle 9 del mattino, un incontro inspiegabile e un tripudio di poliziotti per la felicità dei miei compagni di viaggio…. e qualche ora dopo, eccoci a Roma!

La stanza non è ancora pronta, ovviamente, quindi dormiamo letteralmente pressati ad incastro per un’oretta (con Uzzo che spuntava di almeno 30 centimetri in lunghezza e mi chiedo tutt’ora come abbia fatto per le due notti successive) per poi prepararci per la serata.. ma prima riesco a regalare una perla quando improvvisamente mi viene in mente Pomi D’ottone e Manici di Scopa e la signora Fletcher e il nostro letto che vola fuori dalla finestra!

Menzione d’onore per il tizio che ha decorato l’albergo perchè era spettacolare, un incrocio tra il finale del silenzio degli innocenti e pollock, una vera meraviglia.

Dunque verso le 5 ci avviamo a piedi, e al nostro arrivo veniamo accolti dalla colonna sonora di Eyes Wide Shut. Intera. In loop. Ormai l’ansia a quel punto era ad un livello tale che ci siamo passati imodium come caramelle.

Dopo una cena a base di panini senza sapore alcuno mangiati solo per non svenire dal momento che lo stomaco era chiuso ermeticamente, avviciniamo Anna Praderio prima, Piera Detassis e infine Anselma Dell’Olio con un entusiasmo paragonabile a quello delle fans di Twilight nonostante fossimo noi gli unici ad averle riconosciute, Massi e Uzzo posano, io fotografo facendo battute improbabili che fanno si che le tizie fotografate abbiano delle smorfie agghiaccianti e soprattutto agghiacciate. Va detto che poco dopo assistiamo alla carica tipo morte di Mufasa ne Il Re Leone della nostra Anselma, che nonostante avesse biglietto e posto assegnato (peggiore del nostro, sia chiaro) è passata letteralmente sopra un paio di vecchiette e al tizio che strappava i biglietti che l’ha anche ripresa pubblicamente.. seguita dalla povera Palombelli ormai color tappeto rosso per l’imbarazzo. A proposito.. che cosa meravigliosa è stata vederla ignorata sulla panchina mentre ricoprivamo d’attenzioni l’Anselma? Di più.

Prendiamo posto.

4 fila. Centrale, ma centrale nel senso di centrale proprio. I minuti passano, nel frattempo lei sfila sul tappeto rosso autografando anche i parafanghi delle macchine di passaggio, io prendo gocce calmanti, quando dal palco viene annunciato che secondo i comandamenti di Nostro Signore, verrà proiettato prima il documentario “I knew it was you” e successivamente ci sarà l’Incontro.

Devo ammettere che la cosa mi ha infastidita, non sapendo di cosa parlasse il documentario, e questo dimostra, come al solito, che il Signore è saggio, perchè se lo avessero proiettato dopo probabilmente non sarebbe rimasto nessuno.

In realtà è un lavoro splendido, prodotto dalla HBO, che onora la vita e i (putroppo pochi) ruoli interpretati da John Cazale. Non mi sono mai voluta addentrare nella vita privata della Meryl devo dire, ma sapevo che era fidanzata con un attore successivamente deceduto.. sono rimasta sorpresa dunque nello scoprire che si trattava proprio di lui.

Cazale ha in totale interpretato 5 film, e non proprio cinque film qualunque: Il padrino e il Padrino parte seconda (dove interpretava il fratello di Michael /Al Pacino…e il titolo del documentario “I Knew it Was you” deriva proprio da una battuta di questo film, detta da Michael al fratello traditore) , La Conversazione, Quel Pomeriggio di un Giorno da Cani e Il Cacciatore, e proprio durante le riprese di quest’ultimo gli è stato diagnosticato un cancro che l’ha ucciso prima della fine delle riprese.

Nel documentario diversi attori che hanno lavorato con lui (Gene Hackman, Al Pacino, De Niro e la stessa Meryl, tra gli altri) raccontano il suo modo di lavorare, il suo carattere, mentre attori più giovani spiegano il perchè, nonostante i pochi film, sia uno degli attori da cui traggono più ispirazione.

Meryl era fidanzata con Cazale e lo è stata fino all’ultimo..devo ammettere che la parte in cui Al Pacino racconta che il suo ricordo più bello è l’amore che traspariva nel gesto di accompagnare un uomo verso la fine mi ha spinto al limite delle lacrime e mi ha dato un altro motivo per provare stima e adorazione.

Si accendono le luci.

Non c’è neanche il tempo di commentare quello che abbiamo visto, è il momento.

Viene presentata come la più grande attrice al mondo (“più brava” in realtà, che è un aggettivo orripilante) ed eccola lì, che appare sulla mia sinistra. Regale, immensa, luminosa.

D’istinto, mi alzo in piedi. E ci siamo io e lei e basta, non ricordo di aver sentito applausi ma una sorta di fruscio prima lei trattenesse a stento la commozione e io lasciassi invece la mia avere il sopravvento per qualche secondo.

Era lì davanti a me, la donna che ha cambiato il mio modo di “sentire” il cinema con “La mia Africa”, mi ha fatta ridere con Death Becomes Her e She Devil e soprattutto… colei che è stata la Clarissa di The Hours. Non lo so perchè questo film sia così poco citato e francamente mi interessa relativamente ma è un film che mi ha segnata, e la sua interpretazione la trovo semplicemente magnifica. Ecco io la vedevo lì e rivedevo quei movimenti che mi sembravano così familiari..le mani, le espressioni del viso. E quella risata.

Ho stretto la mano di Beps in quel momento, sussurrando “ora posso morire felice” perchè seriamente, io con quella risata mi ci sono risollevata il morale un numero imprecisato di volte.

Non credo di aver mai studiato così a fondo ogni millimetro quadro di una donna in vita mia.. cinque dita (“Visto Beps.. ha cinque dita? Eh? Sì sì, ha cinque dita!!) , le dita l’anello le scarpe le gambe il vestito la spilla i capelli i denti le labbra….gli occhi.

E quel profilo dannazione, di una bellezza paralizzante!

L’incontro al contrario di come avevo immaginato era organizzato molto bene, spezzoni dei suoi film alternati a domande o commenti in merito.

Ecco.. penso che guardarla riguardarsi durante lo spezzone scelto di Kramer Vs Kramer (la scena in cui lascia Hoffman), una lacrima che scende e lei che si asciuga il viso…. non c’è niente che io possa aggiungere per far capire cosa significhi una cosa del genere.

Si è scoperto, inoltre, come se ce ne fosse bisogno, che è dotata di poteri soprannaturali.

A quanto pare è tipo circondata da un campo elettromagnetico che genera interferenze e distrugge gli elettrodomestici (ha detto di aver comprato un iphone e due computer tutti misteriosamente deceduti) dunque quando per l’ennesima volta durante una sua risposta nell’auditorium si è diffuso il suono dell’interferenza è sbottata in un “oh it’s me again it’s me!!I’m gonna go to NASA!”

Inutile che io dica che, risata per la battuta a parte (tra l’altro seguita da “maybe it’s because i’m wearing diamonds” e da un’espressione di finta modestia favolosa), l’unica cosa a cui ho pensato è stata la scena di lei che entra in casa di Richard esclamando “it’s meeeeee”. The Hours, again.

L’incontro è andato avanti così, con risposte lunghissime e traduzioni ancora più lunghe che però hanno avuto il pregio di allungare la sua permanenza, ma ad un certo punto e inaspettatamente, è tutto finito.

Si alza e succede l’irreparabile…rimango incastrata tra vecchie immobili e sedute, scavalco una poltrona con agilità da pachiderma lanciando contro persone innocenti zaino giacca e macchina fotografica, insultando una povera tizia in carrozzina e soprattutto il suo cane.. ma niente da fare. E’ troppo tardi.

Firma autografi, ma esce dalla parte opposta.

Maledizione.

Disdetta.

Depressione.

Esco dall’auditorium con lo spirito (e il volto, temo) di un condannato a morte, maledico Massi (a cui voglio tanto bene..e visto che stai leggendo, sappi che ti voglio tanto bene : )) ) che è stato l’unico a riuscire ad avere la sua firma su “Angels in America” (sono una persona molto generosa e altruista… ma non in questo caso) e decido che no.. non lo posso vedere il film dei Coen in questo stato.

Ora prima che pensiate che sia totalmente disturbata (ovviamente se non siete arrivati a pensarlo a questo punto, cosa di cui dubito), la cosa che mi ha uccisa non è stata non avere l’autografo cosa che onestamente mi interessa poco, ma il non essere riuscita a darle le lettere che io e Beps abbiamo scritto.

Beps mi raggiunge insieme agli altri e dopo avermi dato le chiavi della stanza assecondando il mio delirio mi fa capire che cazzo, l’abbiamo avuta davanti un’ora, chissenefrega!!E aveva ragione!!

Dunque seppure con umore ancora grigio nero decido di entrare e sorpresa: i Coen sono in sala!

Vengono presentati dopo Rossella, e non so se mi ha dato più soddisfazione vederli lì, e sapere di avere avuto un’occasione speciale oppure i fischi che hanno seguito la sua presentazione.

Inaspettata insurrezione dei cinefili comunisti.

Che goduria.

Il film mi è piaciuto, sarà che era di un pessimismo più nero del nero e io ero nello stato più pessimista dell’universo, sarà stato merito del mio cinismo, ma mi sono divertita.

Il primo giorno termina con noi che cerchiamo invano del cibo nel tragitto dall’auditorium all’albergo, pregando per un qualsiasi zozzone a quanto pare a Roma, o in quella zona INESISTENTI.

Ok.. lo divido in due parti così potete andare in bagno, fumare una sigaretta, bere una tisana o la citrosodina, quello che vi pare : ))

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~ di muchadoaboutnoth1ng su ottobre 28, 2009.

3 Risposte to “A Road Trip to Heaven // 1”

  1. Beh, per un lungo post ci vuole anche un lungo commento e guai a te se nn arrivi alla fine!!!!!:-)))))

    LA SERA PRIMA.
    L’ansia e il degenero.La Whitney e Simon di X-Factor Uk. Il dilemma del burro senza la salvia o del sugo che non sa di nulla. La voglia di andare a dormire ma la certezza che erano già le 00.42 e che quindi avremmo dormito poco o nulla.

    IL VIAGGIO
    Egoistiiiiiiiii!!!!!!Mi avete lasciato davanti con il povero Massi e il diluvio universale. Avevo sonnissimo ma ilo terrore che si addormentasse mi faceva rimanere sveglio per cui eccomi con lo sguardo dilaniato di sangue fissare il vuoto davanti a me, cantare e ballare anche qaundo non avevo voglia solo per rimanere sveglio!ahahaahhahahah!
    Poi dopo un buon Bufalino all’Autogrill e una camioncina di poliziotti (il più brutto era cmq un figo che levati) ecco che OGNI senso si è svegliato e il topore se ne è andato (questa frase non ha senso ma adoro sta parola..).
    La telefonata dell’albergatore (che poi si è rivelato essere manzereccio pure lui!) ci ha mandato nel panico ma noi, più agguerriti che mai, abbiamo messo le carte in tavola e abbiamo ottenuto la nostra camera!
    Dopo 30 minuti di sonno mi sento lo sguardo di pericolo imminenete di kia addosso, apro gli occhi e….mi stava fissando!AIUTO! Mi urla CHE CAZZO DI ORE SONO!!!! alchè faccio un balso sul letto, prendo l’orologio e…erano le 15.00. Machecazz!!!!!Mancavano ben 4 ore all’incontro con Dio.

    L’INCONTRO
    Dopo 3 imodium ho regolato l’equilibrio del mio intestino e sono pronto per incontrare Dio.
    Il documentario mi ha commosso non poco, neanche il tempo di asciugarmi le lacrime ed eccola apparire li sulla sinistra. Ora, sappiamo tutti che della Meryl non guardi certo i look, solitamente abituati a mise improponibili o azzardate, ma stavolta era perfetta, elegantissima, bellissima, un carisma così prorompente che ti avvolge e ti accarezza. Semplicemente divina.
    Si commuove subito, ci commoviamo subito. Si perchè d’ora in avanti ogni sua azione, ogni suo gesto, ogni sua parola sarà una nostra azione, una nostra parola, una nostra azione. O almeno mia.
    Ho stretto la tua mano più e più volte, ci siamo guardati increduli di quello che stavamo vivendo, abbiamo commentato le cose più inpensabili, abbiamo visto la Meryl asciugarsi quella lacrima. 75 minuti di paradisiaca magnificienza.
    Il dopo è stato assurdo, surreale. Avevo paura di non apprezzare il film dei oen e invece, ad oggi, è cresciuto tantissimo in me: pessimismo cosmico si, ma infarcito di ironia e humor coeniano al 100%. E vederli li in sala mi hanno fatto nuovamente venir voglia di fare qualcosa.
    Del dopo mi ricordo solo che avevo tanta sete e ho bevuto una bottiglia di thè in 4 secondi.
    Finisco con una battura celebre di Meryl, un pò usurata ma sempre efficace:

    THAT’S ALL!

  2. Oddio, avevo rimosso il mio risveglio alle 15!! ahahahahahah ti ho tipo fissato terrorizzata e invece abbiamo dormito 1 ora!
    Mi spiace per il viaggio.. rido da due ore perchè ho davanti l’immagine di te con gli occhi iniettati di sangue che tenti di stare sveglio :))

    Meryl.. non avrei saputo descrivere meglio. *_*

  3. Minchia mi hai fatto prendere un colpo!!!ahahahah!

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