A Road Trip to Heaven // 2

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Al risveglio ci dividiamo, Massi e Uzzo si avventurano verso il centro di Roma nonostante lo sciopero e i chilometri, io e Beps restiamo in camera a guardare programmi di cucina prima di uscire per recuperarli, trovando a sorpresa anche Esterina che ha portato l’unica briciola di Romanità nei miei due giorni (durante i quali ho tentato disperatamente di rimuovere dal mio cervello in quale luogo mi trovassi). A questo punto, causa vicini di tavolo alle prese con totani o calamari ripieni e al sugo, divento di colore verde e vengo presa da nausea devastante che passerà solo un paio d’ore dopo, appoggiata alla transenna in stato di coma, dopo un plasil un geffer e mezzo litro di Ferrarelle.. che per inciso, dall’altro ieri ha poteri curativi.

In tutto questo tempo veniamo cullati dal loop della colonna sonora di Chicago, che è sempre meglio di quella di Eyes Wide Shut per carità, ma al settimo “acuto” della Zellwegger uno comincia anche a perdere la pazienza.

Il tempo e passa e ci alziamo, un po’ infreddoliti, prendendo posto in transenna..e l’Uzzo / Timi moment ha inizio.

Mi sporgo, lo vedo, mi giro, dico “Uzzo.. c’è Timi” il che mi provoca due costole incrinate e un crescendo cacofonico che termina con “io ti amo”. Reazione di Timi “Ho sentito bene? Ti amo?” “Sì sì hai sentito bene!”Fortunatamente per lui, il nostro Uzzo non ha il tempo materiale di stramazzare al suolo quando ci colpiscono le prime gocce di pioggia e insieme a loro un urlo che mi lacera il timpano da parte di Beps.

E’ arrivata!

Chi?

Come chi?

Chi?

Lei!

Lei chi?

Meryl!

Altre urla di delirio, GLI OCCHIALI QUALCUNO MI SISTEMI GLI OCCHIALI TIRATEMELI SU AIUTO, le mani che tremano, la certezza che non verrà neanche una foto, e lei lì, eterea, non si ferma ma cammina piano, al rallentatore (Beps: hai visto? Nei suoi film il rallenty non serve, lo fa lei) ti guarda, ti saluta, ti manda baci, allarga le braccia e se le porta al cuore.

Mentre cammina.. camminiamo un po’ tutti.. avanzando in stato catatonico e lasciando alla nostra postazione cose fondamentali come documenti, soldi, carte di credito e quant’altro.. le macchine fotografiche si sollevano e scattano a caso, riuscendo comunque ad immortalare miracolosamente qualcuna delle pose davanti ai fotografi.

Poi l’illuminazione: ora deve pur entrare, no?!

Scatto come mai in vita mia, con i jeans ad un passo dal cedere alla gravità, sempre con tutti i miei possedimenti 50…100.. 200 metri e poi senza rendermene conto, mi trovo davanti davanti tre file di persone, vado avanti e poi niente, un posto vuoto che tutt’ora non so spiegarmi, solo un nastro elastico che mi divide da Lei.

E ancora una volta non riesco a proferire verbo ne a muovermi, mi passa davanti, finisce tutto.

Inspiegabilmente mi rendo conto di non essere morta, ma tutti quelli intorno a me sono tipo paralizzati e mi trovo incastrata tra una schiera di rincoglioniti che fissano il vuoto, dalla quale esco imprecando per raggiungere gli altri e dare il via al solito urlo OHMIODDIOMIODIO post visione!

Ma proprio in quel momento, quando pensavamo che meglio di così non poteva andare… chi vediamo arrivare? Syusi Blady.

Ebbene sì. Proprio lei.

Ora, va detto che, come per altre cose e personaggi, il nostro entusiasmo e adorazione non sono dovuti alle cose belle che questa donna ha fatto (sempre amato Turisti per Caso & Co) bensì per la cosa più trash di tutte: Tocca Toccami.

Quindi le corriamo dietro e Massi e Uzzo come in un programma prestabilito si mettono in posa, mentre tutto quello che riesco a dire mentre scatto la foto è “No ma.. Lo sa che Tocca Toccami è un capolavoro? E’ la nostra canzone preferita, la balliamo tutte le domeniche!” Inizialmente la nostra non può fare altro che sorridere ma pochi secondi dopo, tornando quasi indietro verso di noi con aria incredula chiede “Ma Tocca Toccami?”

Eh sì Syusi, tu l’avrai rimossa ma noi proprio no.

Spossati da cotanto delirio decidiamo di tornare in albergo per riposare, nelle due ore che ci separano dalla visione di Julie & Julia, salutiamo Esterina che tenta di tornare a casa nonostante lo sciopero (permettere uno sciopero negli stessi giorni di una manifestazione come quella della Mostra del Cinema che aspira a diventare la più importante d’Italia è una cosa geniale che meriterebbe un capitolo a parte) e ci avviamo, senza alcun presagio di ciò che sta per avvenire.

Tutto ha inizio con un semplice proposito: ragazzi dobbiamo fare le foto con le magliette della Meryl. Tale proposito degenera immediatamente quando inizio a spogliarmi e il bastardone di Uzzo inizia a scattare a raffica, producendo robe che neanche le copertine dei film porno anni 80, con tanto di pizzi e tendone rosso di velluto. Temo però l’idea successiva sia venuta a me, dicendo qualcosa tipo “dai facciamo finta di fare una mega orgia”. Niente orgia alla fine ma tutti a trombare (per finta.. lo specifico nel caso sconosciuti dovessero leggere senza aver visionato le foto) me per il servizio fotografico più esilarante che mi sia mai capitato di fare.. capelli tirati, craniate contro le spranghe della testiera del letto, colpi di reni incontrollabili, e probabilmente le uniche foto in mio possesso, dalla nascita, in cui rido nel vero senso della parola. I veri uomini della spedizione si alternano al mio cospetto finchè, sudati più di prima e diciamocelo anche parecchio puzzolenti, ci rendiamo conto che Julie & Julia ci aspetta!

Una volta all’auditorium Beps e Massi vengono colti da una crisi di fame che li fa scomparire dalla mia vista nel giro di due secondi, quindi rimango indietro con Uzzo che al telefono descrive praticamente urlando l’incontro con Timi avvenuto qualche ora prima… peccato che Timi si trovi ad un tavolo a 3 metri da noi!

Do uno strattone a Uzzo che riattacca in faccia a chiunque avesse al telefono ed entriamo al bar, dove tento di fargli capire cosa deve ordinare senza successo, perchè a quanto pare 2+2 fa tre quando l’ormone prende il sopravvento, e ci sediamo al tavolo proprio accanto a quello di Timi.

Per circa una ventina di minuti tento di mangiare in mezzo ai deliri di Uzzo che avendo ormai perso qualsiasi freno inibitorio mangia fissando Timi, con la macchina fotografica a portata di mano e continuando a ripetere in modalità rain man “ora mi alzo e gli chiedo se facciamo una foto.. si ora mi alzo.. no davvero prima che se ne va mi alzo e glielo chiedo”, al che decido che un tramezzino bollente bresaola grana rucola non può essere rovinato, giammai.

Mi alzo, vado dal gentile Filippo scusandomi per il disturbo e chiedendo per favore di fare una foto con Uzzo per porre fine alle mie sofferenze e lui, a sorpresa, si alza con un entusiasmo inaspettato rischiando di uccidere Uzzo, felice, troppo felice.. ma felice che levati!

Lo abbraccia, chiede ad Uzzo di stringerlo più forte, chiede se per caso sta tremando (e lui ormai fuori controllo risponde “Sì, ma non per il freddo”), lo ristringe, lo abbraccia una volta, due volte, ma non da fan, quasi da amico, lo ringrazia gli parla.. roba che ad essere Uzzo c’era da rimanere secchi.

Poi si presenta (lui a noi, badate bene!), mi bacia, risaluta per la settantesima volta quel che resta di Uzzo e si siede di nuovo al suo tavolo.

E’ quasi ora di entrare, ma si spengono le luci, parte Carmina Burana e le creature di Renzo Piano si infiammano. Per me, che adoro nell’ordine l’Auditorium, Carmina Burana e i fuochi d’artificio con tutta me stessa, una sorpresa meravigliosa.

Mi inchino agli organizzatori perchè i fuochi d’artificio che partono a ritmo con la musica, in un crescendo fino al coro finale sono stati qualcosa di indescrivibile, roba da pelle d’oca e ringraziare il cielo di essere presente.

I miei compagni, che sono l’eccezione che conferma la regola che i ghei sono più sensibili e romantici, ovviamente sono spariti alla velocità della luce, quindi corro a recuperare almeno Uzzo che finge interesse solo perchè inebriato da Timi e guarda con me il finale!

Julie & Julia.

Innanzitutto, avevamo i posti migliori della sala.

Anzi, io avevo il posto migliore della sala perchè avevo il vuoto davanti e quindi ho visto il film praticamente sdraiata, scalciando ogni due per tre.. cioè ogni volta che Meryl apriva bocca! Certo non ci troviamo davanti a La Mia Africa, ma il film raggiunge in modo ottimo il suo scopo, è divertente, spensierato, tutti gli attori sono bravissimi (Amy Adams potrei facilmente adorarla, se va avanti così) e Meryl. Oh Meryl.

Io davanti a cotanta divinità e genio sono a corto di aggettivi.

Che una donna sia capace di fare e ridere piangere in egual misura e con lo stesso successo non credo sia mai successo nella storia del cinema, e sono certa non succederà più.

L’unica cosa che mi sono persa volutamente, per il divertimento di Beps, sono state le scene d’amore con Stanley Tucci dove mi sono coperta gli occhi come se stessi vedendo Saw, perchè Dio che fa certe cose, proprio non si può vedere.

Si accendono le luci e la nostra avventura all’auditorium per quest’anno è terminata.. ma come poteva terminare se non con gli ultimi momenti di pagliaccitudine?

L’atrio è deserto, le porte che danno sul red carpet aperte, e usciamo da lì. Uzzo inizia a scattare foto a caso, io trascino i piedi perchè è bagnato e buttarmi per terra non sarebbe una buona idea, salto e mi metto in posa esponendomi al pubblico ludibrio…ma chissenefrega, life is beautiful tonight.

Tornati in hotel chiacchieriamo un po’, facciamo commenti ispirati sul film appena visto nemmeno si trattasse di un film di Von Trier e andiamo a dormire, per l’ultima volta… facciamo colazione, un’ultima volta (che momenti assurdi, colazione in reception, sedie mancanti, vassoi su scrivanie di cartone) e poi via, verso casa.

Il viaggio di ritorno è passato in un attimo, ma alcune perle sparse vanno menzionate, come ad esempio le visioni di orsi bianchi da parte di Beps nel bel mezzo dell’Umbria, il karaoke di I Will Always Love You e I Have Nothing che raggiunge livelli di cacofonia rari, Uzzo isolato telefonicamente da tre giorni che riceve più telefonate durante il viaggio di ritorno che in tutta la vita, Beps e la sua coreografia di Million Dollar Bill, Massi che tossisce e scatarra e balla e canta e il tutto a 140 all’ora, io che mi prefiggo di prendere qualcosa di leggero all’autogrill e invece vado di Patacrò, Arancini e pizza con i wurstel, l’estate che ci accoglie una volta usciti e che ci accompagnerà fino a milano, giusto per farci morire soffocati e rompere il cazzo proprio!

Lasciamo Beps nel paese con il nome più improbabile di tutto il lodigiano, Somaglia, e qualche minuto più tardi ci arriva un sms da parte sua:

“Geremia, 14c-29e “E dopo aver visto Dio tornate e meditate, grande è stata a sua visione, enorme ora la vostra responsabilità. Diffondete il verbo, seminate di amore il suo cammino.”

Io ovviamente ci casco subito, Massi mi fa notare che la bibbia non è la battaglia navale e in effetti il nostro Beps ammette di essersela inventata.. guidando.

Più tardi cercando ho trovato nella bibbia frasi simili ma nessuna rende l’idea di cosa abbiamo provato, quindi per me resterà sempre la versione originale.

Arriviamo a Milano, finalmente, e cosa possiamo fare se non fermarci a comprare i biglietti per Whitney? Niente appunto, dunque via, 345 euro e tante pipette di crack nuove per la nostra rediviva Whitney!!

Il prossimo ad essere abbandonato sul ciglio della strada è Uzzo, poi io ultima superstite saluto Massi.. il viaggio è realmente finito e ed è ora che si fa spazio la malinconia.

Ho già parlato una volta di cosa significhi per chi ama il cinema vivere questi momenti, e viverli con qualcuno che ha la consapevolezza di ciò che sta succedendo, che è felice quanto te per ogni minima (agli occhi degli altri) cosa, fortuita o meno, qualcuno che come te dal cinema prende la vita ed è talmente al settimo cielo nel vivere un’evento del genere (o anche solo una visione della cerimonia degli Oscar) che da fuori sembra un pazzo. O forse lo siamo davvero, dei pazzi, chi può dirlo.

Forse siamo dei folli.Ma se questo è il risultato della follia, sono orgogliosa di essere folle e di conoscere ed amare altri tre folli.I love you guys.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su ottobre 28, 2009.

6 Risposte to “A Road Trip to Heaven // 2”

  1. ..TO BE CONTINUED

    THE DAY AFTER
    Dopo 3 ore di La prova del cuoco, Tg e altre piccole minchiate televisive usciamo per pranzare. Scopriamo increduli che anche a Roma, persone che non conosciamo ma semplicemente vicini di tavolo, il gergo Scimone è scoppiato. Ovviamnete scrivo a tutti sms e si inizia così a delirare.
    Poi verso le 16.00 andiamo sul red carpet e aspettiamo l’apparizione di Dio.
    Alle 18.30 qualcosa si smuove ma inizia anche a piovere: ma come è possibile?Dio è la luce, non può piovere!E difatti non pioverà, o meglio, smetterà di piovere non appena ha iniziato a sfilare. Meglio del giorno prima, più elegante, più regale, più bella, più Meryl. Sono stato il primo a vederla e gli altri ne pagano ancora le conseguenze: timpani andati per tutti.
    Di nero vestita e diamanti ai polsi e al collo: una regina, un’imperatrice oserei dire. Ma sembra generosa e umile con noi tutti.

    KAMASUTRA ALA ROMANA
    Non ho parole. Sono ricattabile e già mi vedo al Letterman Show fra 10 anni ridere di queste foto mentre sono in tour promozionale per il film che poi vincerà, per la prima volta enlla storia, 5 Premi Oscar, di cui 4 agli attori principali.

    JULIE & JULIA
    Un film godibilissimo, diventernte e anche in parte commovente nelle due uniche scene in cui si poteva piangere, quasi ho pianto!ahahahhahah!
    Di più non riesco a scrivere di questo film, così coem non sono riuscito a scrivere subito di FUR all’epoca. Troppe emozioni, troppo tutto.

    Ragazzi siete stati stupendi, ho amato tutto di questo viaggio. Vi voglio un mondo di bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    E ora, tutti alla premiere di NINE!!!!!!!
    ahahahhahahahah!

  2. E’ un post stupendo Kia!
    Appena riesco lo stampo e lo conservo 😀
    Mamma che risate…3 giorni stupendi, stancanti, emozionanti, divertenti, pagliacciosi, romani…FANTASTIC!
    Ora il road trip continua, dobbiamo riuscire ad andare sull’Olimpo, la casa di Dio!!!

  3. Aahahahahahahahaha Beps ma la parte sul Letterman da dove diamine ti è uscita? Comunque sarà solo una delle cose che potranno usare contro di noi se per caso diventiamo famosi. Julia & Julia, mi sono dimenticata di scriverlo.. ci sono due scene drammatiche e stavo per piangere entrambe le volte 🙂

    @Massi, assolutamente! Con beps pensavamo di stampare questo insieme a qualcuna delle foto.. dobbiamo organizzare! E iniziare a scrivere quella cosa di cui abbiamo parlato ; )

  4. Beh, ma io ci credo!!!!Mica sono nato per fare il buffone a vita, vincerò..lo siento!ahahahhahahah!
    E ora immaginami su quella poltrona, mentre mi parla e io non capisco e risposndo con la mia perfetta dizione. Ecco, ora stai prendendomi per il culo..lo vedo!ahahahahhahah!

  5. Tutto bAllissimo ahahah! Avrei voluto essere con voi! ^^

  6. Vabbè rischio di soffocare! Certo che è bello leggere quello che hai/avete provato, posso solo immaginare… il prossimo passo è andare a vedere la cerimonia degli Oscar no? ahahahah

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