E le piccole grandi soddisfazioni del cinefilo praticante // TETRO

L’essere cinefili praticanti ha senz’altro degli svantaggi.

Ad esempio, la cifra imbarazzante che si arriva a spendere alla fine dell’anno quando si sono andati a vedere tutti i film precedentemente evidenziati nel numero speciale di Ciak che annuncia le uscite dell’anno successivo.

Incastrare fino a tre visioni nello stesso week end studiando orari e tempi di percorrenza da un cinema all’altro.

Litigare puntualmente con le vecchiette in possesso delle famigerate tessere festival, che si presentano altrettanto puntualmente agli spettacoli della mattina.

Andare al cinema la domenica mattina.

Le facce sconcertate delle persone alle quali si consiglia di andare a vedere determinati film, e peggio ancora, le facce delle persone che tentano di mascherare i loro pensieri quando ti riportano un dvd prestato.

Doversi trattenere quando si leggono commenti di conoscenti circa film raccapriccianti.

Recarsi in luoghi improbabili per cercare cinema improbabili con sedie del dopoguerra per guardare film in lingua originale.

Il travaso di bile quando si scopre che è scoppiata la moda del film sottotitolato, moda che non è supportata dalle sale e che quindi, a volte, ci lascia senza biglietto a guardare profani che entrano al posto nostro.

L’essere cinefili praticanti, inoltre, spinge a pensare che certe cose le dobbiamo capire per forza e quindi indulgiamo a seconde visioni (perchè non mi può non essere piaciuto.. probabilmente non ero dell’umore / non l’ho capito) obbligatorie e illuminanti, compriamo dvd prima di vedere determinati film (e 9 su 10, però, e lo dico senza falsa modestia, ci prendiamo) perchè bisogna averli per forza.

Insomma, i cinefili praticanti le cose le prendono molto seriamente.

Gli oscar per noi iniziano ad aprile e durano fino a febbraio dell’anno dopo, con tanto di exit poll, lettura doverosa del numero maggiore di recensioni cercando di rimanere spoiler free (altra tortura) , liti furibonde tra fazioni contrapposte.

Già, perchè ripeto, i cinefili praticanti il cinema lo prendono molto seriamente. E qualche volta vengono ricompensati.

Qualche volta capita che, nascoste nel mare della produzione e dei multisala, sconosciute ai più e ignorate dai media, troviamo perle nascoste. A volte si rivelano bluff ma altre volte, le più belle, si rivelano capolavori.

Così è successo con Tetro, il nuovo film di Francis Ford Coppola.

Probabilmente sarà difficile persino vederne il trailer da qualche parte, il titolo italiano “Segreti di Famiglia” è imbarazzante e la locandina terrebbe lontano chiunque, ma è uno dei gioielli di questa stagione.

Innanzitutto, Tetro è visivamente un piacere infinito. Una fotografia che a mio modo di vedere è già storia del cinema, storia del cinema alla quale si ispira a omaggia palesemente in un bianco e nero che ricorda i maestri italiani tant’è che quasi si rimane disorientati quando sullo schermo appare un telefonino, primo segno di vita dei giorni nostri che è forte come se dallo schermo arrivasse un pugno.

Non eravamo negli anni 50, viene da chiedersi?

No, la storia avviene in un’Argentina dei giorni nostri  e Benjamin durante una pausa forzata della navigazione della nave sulla quale lavora, va a trovare il fratello (prima Angelo e ora Tetro) che non vede da diverso tempo, con la speranza di scoprire qualcosa in più sul suo passato.

La sceneggiatura l’ha scritta Coppola, cosa che fino ad ora ha fatto solo due volte, e forse esagero sull’onda dell’emozione ma mi sento di trovarci qualcosa di Shakespeariano.

Già perchè solo con Shakespeare mi è successo di rimanere sospesa, attaccata alle immagini e alle parole, senza mai indovinare quello che stava per accadere. E di cose ne accadono, bisogna dire, senza che si cada nell’assurdo neanche per un secondo.

Angelo / Tetro, è uno scrittore, uno scritttore che ha scritto un’unica opera lasciata in sospeso e che racconta la propria vita e quella del fratello, che decide di trascrivere il romanzo.. un pò per soddisfare la sua curiosità, e un pò per aiutarlo ad uscire dal torpore nel quale sembra si sia confinato per fuggire dalla realtà, realtà che è contenuta, scritta in codice, in quel libro.

In tutto questo ci sono visioni oniriche, momenti di teatro (con un’apparizione di Carmen Maura da svegliare i vicini con un urlo, come minimo) e una scelta (geniale) di mostrare i flashback a colori.

Sulla maestria di Coppola non credo ci sia molto da dire, alcune inquadrature sono così belle che viene quasi da mandare indietro per cercare di capire e devo dire non è una cosa che capita di frequente, oggi, e l’utilizzo delle luci (una scena su tutte, il loro spegnimento simultaneo nell’ultima apparizione di Carmen Maura) ha del sublime.

Nella seconda parte del film diventa fondamentale il personaggio di Tetro, interpretato da Vincent Gallo mai così bravo che contribuisce in maniera enorme al successo del film rendendo ciò che parrebbe assurdo così reale da fare male.

Una sorpresa  l’attore che interpreta il fratello Bennie, Alden Ehrenreich e Maribel Verdù che invece interpreta la fidanzata di Tetro.

Insomma, se lo trovate (e se non lo trovate “procuratevelo”) guardatelo.

E se non vi piace, ovviamente non ditelo, perchè il cinefilo praticante s’incazza molto facilmente ; )

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~ di muchadoaboutnoth1ng su dicembre 3, 2009.

4 Risposte to “E le piccole grandi soddisfazioni del cinefilo praticante // TETRO”

  1. “Le facce sconcertate delle persone alle quali si consiglia di andare a vedere determinati film, e peggio ancora, le facce delle persone che tentano di mascherare i loro pensieri quando ti riportano un dvd prestato.”

    come è vero!?……..
    per i primi dieci secondi mi sento quasi in colpa, poi penso: ma va che sei tu che non capisci niente! ahahahah……

    cmq ero curiosina di questo film, perchè titolo e locandina mi sembravano preludere a un christmas’s carol onirico paranormale…ma dalla tua review ho appreso che è tutta un’altra bellissima storia! quindi ho deciso che lo provo!

  2. Io non ho neanche quei 10 minuti di guilty feeling, non capiscono un cazzo e basta ahahahah
    Guardalo cara, e spero ti piaccia!

  3. Beh le regole del cinefilo potrebbero diventare un must quanto le regole del cinno!ahahahhahah!le devo stampare e le appendo in camera!Giuro!ahahhahahah!
    Sul film, lo reperirò quanto prima!!!!!!

  4. Ahahah sembra di guardarsi allo specchio!
    Il film è bellissimo, e scoprirlo “per caso” ha amplificato l’emozione.

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