A V A T A R

Post inevitabile temo.

O meglio, avrei evitato perchè non mi piace dire cose ovvie, ma dopo la puntata di Cinematografo di ieri sera mi sento quasi costretta. Già. Non c’è niente di peggio dei critici (specie se  italiani) con la puzza sotto il naso, convinti che per parlare bene di un film sia necessario che sia italiano oppure una mattonata che non capiscono in realtà nemmeno loro.

La puntata di ieri in particolare, nel week end nel quale è uscito (finalmente anche da noi) il film che probabilmente rivoluzionerà la storia del cinema, era concentrata sul nuovo caramelloso Virzì, per tre quarti, e la fiction di cui ora mi sfugge il titolo ma mi pare avesse a che fare con le banche, che va in onda stasera.  Va bene il campanilismo….e non avrei certo preteso avvenisse il contrario, ma un pò di dignità, almeno nei giudizi?

Marzullo si autoproclama il conduttore de “l’unica trasmissione di cinema in italia”, e gli unici commenti che riesce a strappare a critici e ospiti è “uscirò prima della fine del primo tempo”, “manifesto di Al Qaeda” e “è un film vecchio in realtà”? La vera domanda è… perchè dobbiamo sempre coprirci di ridicolo? L’ignoranza e il pregiudizio dimostrati da questi commenti mi hanno fatta innervosire parecchio, ma mai come il sentire, due minuti esatti dopo l’inizio della “sezione Avatar”, lodi spassionate su Hachiko.

Dunque eccomi qui, ad aggiungere i miei due centesimi ad una discussione che solo in Italia non ha avuto la giusta attenzione.

Avatar è un film bellissimo. E questo credo sia un dato di fatto. Esteticamente è una delle cose più belle che io abbia mai visto.

L’ultima volta che qualcosa di visivo mi ha emozionata così credo si trattasse di un quadro: i colori, la perfezione delle immagini e la meraviglia che si prova davanti a qualcosa che non esiste, lascia interdetti.

Già, perchè niente di quello che vediamo su Pandora esiste. Cameron ha creato un mondo, con la sua lingua, i suoi rituali, il suo clima, le sue piante ed animali, e la cosa veramente fantastica di tutto questo e che a mio parere non è mai accaduta prima è che non solo ti ci fa credere, ma ti fa anche venire voglia di andarci a vivere.

Credo di parlare per tutti quelli che hanno visto il film con me e per i miei amici in generale quando dico che è questo a differenziarci dai critici: noi sappiamo sognare. Noi abbiamo amato Pandora, amiamo i Na’vi perchè sono meglio dei terrestri. La loro filosofia è meglio della nostra. Preferiamo il loro rispetto per la terra che gli ha dato la vita e a cui torneranno e  il loro rispetto per gli esseri che la abitano ai Nobel per la pace fasulli e altrettanto fasulle conferenze sul clima. Insomma diteci come fare, dove si deve firmare, e siamo già lì, tutti blu in pace nell’albero casa.

La storia onestamente non l’ho trovata nemmeno così banale, il soldato paralizzato che sostituisce il fratello gemello in una missione in un pianeta chiamato Pandora, pianeta sul quale non è possibile vivere se non per tempo limitato e con maschere per respirare, e per questo vengono creati degli Avatar, ovvero delle “trasposizioni” Na’vi comandate e “abitate” da umani, principalmente scienziati, per studiare il territorio ma anche e soprattutto per entrare in contatto con la popolazione e, se possibile, convincerla ad accordarsi.

Già, perchè il motivo per il quale “siamo” (avrei volentieri usato siete, ma la pratica per diventare Na’vi è bloccata dalla burocrazia terrestre) sul pianeta Pandora è la presenza di un materiale raro e costosissimo che si trova solo qui, e in gran parte proprio sotto l’albero dove è situato l’insediamento principale. Il fatto che sia ovvio che li bombardiamo per mandarli via non è di certo colpa di Cameron, è semplicemente la storia dell’uomo.

La storia d’amore nonostante avvenga tra due esseri blu alti tre metri è coinvolgente, commovente anche, ed è merito di un uso portentoso della motion capture che ti fa sembrare questi personaggi più reali di quelli in carne ed ossa.

Cameron infatti non ha inventato “solo” un mondo, ha inventato la tecnologia per mostrare quello che aveva in testa, ed ha aspettato che fosse perfetta prima di farlo uscire. Il risultato è un 3D che non si sente, non pesa, ti fa spalancare gli occhi e allungare le mani per toccare gli schermi trasparenti dei computer senza arrivare a metà del film con le palpebre in fiamme, e personaggi che recitano realmente anche se digitali, comunicando emozioni con le espressioni del volto che a pensarci solo una decina di anni fa sarebbe sembrata pura fantascienza nella fantascienza. E credo che anche e soprattutto per questo il suo lavoro meriti più rispetto di quello che ha avuto, perchè se è vero che niente è oggettivo e ad un certo punto è lecito che subentri il gusto personale, è ingiusto se si ama il cinema (e soprattutto se si è pagati per parlarne) non informarsi, documentarsi e vedere prima di esprimere giudizi su qualcosa che ha richiesto un lavoro di 12 anni. Sforzi immensi non solo in termini di tecnologia ma anche di creatività (ed è bene non dimenticare che parte di questa creatività è anche italiana grazie ai 25 ragazzi e ragazze che lavorano alla WETA), sperimentazione e dedizione.  Liquidare tutto questo come un”americanata vuota e vecchia” dimostra ignoranza, e paura.

Questo è quello che ho scritto fino a ieri notte.

Nel frattempo, questa mattina alla radio visto che i commenti degli utenti erano tutti positivi, hanno cercato disperatamente qualcuno che ne parlasse male e hanno trovato una cinna, 17 anni, che ha visto il film in prima fila ultima poltrona laterale…..e si lamentava del 3d. E come tutti i ragazzi della sua età, non si è stupita di niente di ciò che ha visto. Mi fanno tanta pena sti ragazzi, lo dico anche a costo di sembrare anziana.

Ma soprattutto nel frattempo sono arrivati i Globes, miglior regista e miglior film drammatico, dati dalla Hollywood Foreign Press, ovvero la stampa straniera. Probabilmente non ci sono critici italiani in questa Foreign Press, sarei pronta a scommetterci.

Annunci

~ di muchadoaboutnoth1ng su gennaio 18, 2010.

10 Risposte to “A V A T A R”

  1. Commento bellissimo e spunto di partenza doveroso. I critici nostrani sono penosi, soprattutto quando si parla di grandi film, grandi numeri, grande budget che il nostro cinema non può avere. per ovvi motivi. Invece loro vedono la competizione, il rischio, il colosso e sperano sempre che Golia sconfigga il drago. Quando poi in questo caso nessuno è nemico di nessun’altro e anzi, si dovrebbe ricordare che il cinema e il film sono arte. Arte come i cieli, le montagne, le creature, la pelle dei Na’vi di Pandora, che Cameron ha realizzato così bene, così empaticamente, in modo da proiettarci nel mondo che lo ha tenuto lontano da una normale vita sociale 😀 per almeno una decina d’anni. Purtroppo ho avuto la sfortuna di leggere più di un commento negativo, alcuni del tutto gratuiti. Non contano perchè nessuno (li ho letti tutti, sia chiaro) è convincente. Dalla storia ritrita di Pochaontas (che c’è di male ad aggiornare un archetipo così bello???) ai dialoghi stupidi (io ripenso alla Eaver e adoro) fino ai personaggi retorici (ma se non c’è un cattivo da battere, che filmaccio è? XD)
    Mi sembra di risentire le stesse cose di 12 anni fa quando Titanic diventava il film dei record.

    Insomma, grande sfida, premi meritati e grande recensione chia!

  2. L’intellettualismo finto italiano non ha fine. Sono li questi “critici” chissà per quale ragione. Fanno filosofia quando non la si dovrebbe fare, fanno gli snob perchè fa tendenza, fanno i bambinoni mai cresciuti quando si tratta di portare acqua al proprio mulino.
    E ora mi chiedo: tu, squaliido regista di fiction televisive piatte come gerini, ma come ti permetti di giudicare un tuo collega (e dicendo collega t faccio un favore), 3 volte Premio Oscar, criticando un film che neanche hai visto? Ora, vero, succede anche a me ma io sono nella condizione di poterlo fare, sono uno spettatore, tu no. Quindi vedi di andare a fan…o!
    E dopo lo sfogo..i commenti seri.
    Bellissimo post, mi ha fatto sbriluccicare gli occhi!^^
    Pandora è un mondo, un sogno che noi tutti vorremmo vivere. Apriamoli questi occhi e continuamo a sognare. I See you.

  3. come al solito le tue parole mi invogliano e cancellano ogni parvenza di dubbio. m’è bastato leggere questa frase : ” Già, perchè niente di quello che vediamo su Pandora esiste. Cameron ha creato un mondo, con la sua lingua, i suoi rituali, il suo clima, le sue piante ed animali, e la cosa veramente fantastica di tutto questo e che a mio parere non è mai accaduta prima è che non solo ti ci fa credere, ma ti fa anche venire voglia di andarci a vivere. ”
    Domani andrò al cinema.
    Grazie Chià

    Calro

  4. Non leggo niente perchè non voglio fino a che non l’ho visto, certo è che sbavo al solo pensiero. Però potrei dare la priorità a Nine, non so ancora 😀

  5. sono così invasata che ne ho scritto pure io sul mio blog………e sono così invasata che mi piace leggerne pure sul tuo…..
    beh eravamo vicine al cinema, quindi sai già!

    e nel frattempo ho letto Wired……… tanto per nozionarmi ancora meglio…
    ci fosse ancora Telemike potremmo andare al super quiz con l’argomento: Avatar! ahahah

  6. @ Uzzo: ho adorato la tua recensione e mi sono dimenticata di dirti che ancora sbavo per la parola BIOLUMINESCENZA che ho dimenticato di menzionare nella mia :-))
    @ Beps e Isa.. ma che bello quando siamo tutti d’accordo su un film.. in pratica non succede mai ahahah!
    Bello l’articolo di Wired eh? Ora devi guardare anche i documentari!

    Sam & Carlo…. ANDATE AL CINEMA SENZA PENSARCI DUE VOLTE!

  7. Perdona il ritardo con cui commento, ma in questo periodo ho la testa… ecco vorrei dire su Pandora, ma purtroppo è affanculo, ahah!

    Recensione bellissima che mi sento di condividere, e parla uno che l’ha visto in qualità profugo, quindi magari al cinema inseminerebbe tutti i presenti con gli schizzi di goduria durante le due ore e mezza di film.

    Ero scettico, ma mi sono dovuto ricredere: c’è forma, ma anche sostanza in questo film, magari già vista, ma sicuramente ben strutturata. Quindi non comprIendo chi dice che AVATAR non ha una sceneggiatura, MAH!

  8. Mi ha stupito parecchio che ti sia piaciuto, ma appunto perchè non eri “lanciato” come noi mi ha fatto ancora più piacere!
    Concordo su tutto e soprattutto sulla sceneggiatura, non riesco a capacitarmi non venga colto tutto il sottotesto oltre il 3d!

  9. Secondo me la sceneggiatura di avatar e’ fragile e banale, i dialoghi davvero pessimi.
    Il resto lo quoto tutto 🙂

  10. Sui dialoghi concordo, erano un pò il problema di Titanic, anche.
    Si riesce a passarci sopra ma in effetti non sono proprio indimenticabili.
    Piacere di conoscerti Palbi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: