Be Italian

Per la seconda volta mi trovo a cominciare partendo dalla critica, ma tant’è.

Ho seguito la gestazione di questo film fin dall’inizio attratta dal cast incredibile principalmente, dal momento che questo musical nella versione teatrale non lo conoscevo, e perchè Marshall con Chicago aveva fatto un ottimo lavoro. Quindi più guardavo le foto sul set, le varie locations e i look  più l’eccitazione e l’attesa crescevano… e quando finalmente ho ascoltato la colonna sonora si era ormai creato in me quella specie di pregiudizio al contrario dove sei talmente convinta che ti piacerà un film che non ammetterai neanche dopo torture medievali che non è così.

Ebbene, questo pregiudizio, questa convinzione che fosse un bel film ha vacillato parecchio nelle ultime settimane, sentendo arrivare da oltre oceano le peggiori stroncature che mi sia capitato di leggere circa un film che aspettavo con trepidazione (forse paragonabili solo a quelle di Australia),  e ho pensato, e lo dico onestamente, che beh… se sono tutti d’accordo ci sarà un motivo. E mi hanno quasi convinta, perchè negli ultimi giorni la voglia di vederlo era evaporata completamente e mi viene da pensare che chi era meno convinto ed entusiasta di me al cinema non ci si è neanche avvicinato il che spiega forse il flop clamoroso al botteghino.

Le critiche, dicevamo.

Ho letto di tutto, dal karaoke di Victoria’s Secret, la fiera del clichè sull’Italia, mancanza di rispetto nei confronti di Fellini (citazioni “irriverenti”??), semplificazioni estreme.

Nine è tratto da un musical. Prima cosa. Non è un remake di Otto e mezzo ma trae semplicemente ispirazione dal suo immaginario e lo omaggia. Mettersi ad analizzarlo con la lente d’ingrandimento di chissà quale dogma è sbagliato perchè sono sbagliate le basi del giudizio. Il musical è divertissment ed è così che deve essere. A Broadway ci sono alternative e uno può sempre andare a vedersi tre ore di Chekhov se non ha voglia di ballare e cantare (ogni riferimento a fatti e persone reali è puramente voluto), e così è da sempre. La semplificazione (ovviamente è un mio pensiero) è l’essenza del musical stesso, sia esso Evita o Jesus Christ Superstar. Ora non ricordo come andarono le critiche all’epoca… ma quando uscì Chicago si parlò della fondamentale incoerenza e delirio nonsense che pervade tutta la trama di quel musical? Spero di no!

Certo, Chicago si basava su tutt’altro musical, tutt’altra potenza nelle musiche, personaggi più forti (anche perchè minori nel numero, va detto), questo è un musical più corale, e con i contorni del sogno / veglia decisamente meno definiti. Ed è vero, ha meno pezzi “sensazionali” rispetto a Chicago ma quelli che ha ti rimangono in testa al primo ascolto. Sempre uno si dia la briga di ascoltare.

I clichès e le mancanze di rispetto.

Io l’ho trovato uno splendido omaggio a quello che è stato il nostro periodo migliore, il periodo nel quale gli attori si ammazzavano a vicenda per lavorare con i nostri registi, quando Cinecittà era un mito e non una scenografia, quando l’Italia era un sogno e non un incubo, quando venire in Italia era un piacere e un vanto e quando la prima cosa che si raccontava una volta tornati a casa era “è tutto meraviglioso, ah, la dolce vita!” e non “i mezzi non funzionano, se vai al ristorante ti rapinano e non provare a prendere un taxi”. Non ho visto clichè, giuro, neanche uno. Anzi se qualcuno ne ha notati mi può illuminare? Perchè se sono quelli che ho elencato sopra i clichès allora che siano i benvenuti.

L’unica cosa che ho notato e che mi ha infastidita a morte è stata invece la costante presenza di comparse non proprio comparse che riempiono letteralmente il film. Sarebbe bene che gli attori italiani, soprattutto se da noi hanno un successo almeno discreto, avessero la dignità di cercarsi un lavoro all’altezza della loro bravura (vera o presunta), invece di farsi infilare in ogni set che varca i nostri confini per poter dire “io sono in un film di Hollywood!”. Le comparse sono comparse proprio perchè non le devi notare, devono amalgamarsi nel film per farti dimenticare che tutto quello che sta intorno ai protagonisti non è reale. Ma se ogni due minuti il mio cervello esce da quell’atmosfera di sogno per pensare “oh, guarda chi c’è” il senso ne viene vanificato e ti viene voglia di mettere pausa e andare a prendere da bere, come se stessi a casa davanti ad una fiction. Un’altra cosa è il cameo, ma non è decisamente questo il caso.

Le citazioni “irriverenti”. Partiamo dal presupposto che non amo particolarmente quel tipo di cinema, quello di Fellini, quindi non ha per me quella sorta di aura di santità che fa indignare la gente ancora prima di aver sentito visto letto qualcosa che anche lontanamente si ispira al suo lavoro. Probabilmente questo mi ha facilitata perchè l’ho visto semplicemente come un film, un omaggio ad un nostro grande regista, ai nostri uomini, in generale, e soprattutto l’ho visto come un omaggio al cinema stesso. Ci sono delle citazioni, il film ne è ovviamente pieno, ma in che modo siano esse offensive è una cosa che mi sfugge davvero.

Per questo motivo ho amato Nine. E’ uno splendido tributo al cinema, al fare cinema, alla figura del regista come creatore di mondi e al lavoro, l’ispirazione, che sta dietro ad un film. La sequenza iniziale e ancora di più quella finale sono dei veri capolavori e non ho alcun timore a dirlo, capolavori di luci e ombre e linguaggio cinematografico.

Il cast l’ho trovato all’altezza, Sofia a parte che però nonostante l’ilarità che provoca ad ogni apparizione è stata meno peggio di quanto mi aspettassi..forse anche perchè la parte limitata ne ha limitato i danni.

Cotillard la migliore, splendida oltre ogni immaginazione nonostante il suo sia il personaggio esteticamente più dimesso, perfetta nei pezzi cantati (che però trovo i più deboli musicalmente) ma anche e soprattutto nelle parti prettamente recitate. La sua è la parte più intensa ed importante.

Daniel Day Lewis mi è piaciuto molto, ma da noi è stato penalizzato da uno dei peggiori doppiaggi da un decennio a questa parte.. quindi gli concederò una seconda visione in lingua per un giudizio definitivo.

Nicole… divina e maestosa come ogni Musa dovrebbe essere. Marshall qui fa un ottimo lavoro perchè la rende così immensa che sembra reciti sopra uno sgabello, tanta è la grandezza che emana. Penelope ha la parte più divertente, e la amo in questi ruoli che tirano fuori il suo lato più comico e leggero (proprio per questo non ho gradito l’oscar per Vicky Cristina Barcelona visto che oltre ad aver sopportato a fatica il film in se in se non ho neanche gradito l’esasperazione della sua recitazione). Insieme a Kate Hudson, anche lei splendida, regalano un’aria frizzante a tutta la pellicola.

Judi Dench, inutile dirlo, perfetta anche in un ruolo come questo. Un’attrice come ne sono rimaste poche, capace di mettersi in gioco e sembrare credibile allo stesso modo sia come zitella dell’800 che come vedette del Folies Bergere.

Infine Fergie, la sorpresa, voce e femminilità straordinari e inaspettati, la sua è la canzone e la scena musicale che preferisco, carica, potente e coreografata in modo splendido.

Un film bello, dunque, che diverte e intrattiene senza sosta sorretto da un cast perfetto, bella la fotografia, i costumi e le scenografie.

Non va però dimenticato l’aspetto simbolico presente in modo molto forte, soprattutto nel finale, con un Guido liberato dalle sue ossessioni che può finalmente tornare ad amare, ad amarsi, e a guardare il mondo con gli occhi di un bambino.

E a sognare…a farci sognare.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su gennaio 25, 2010.

7 Risposte to “Be Italian”

  1. Sono d’accordo su tutto, tanto che mi è quasi passata la voglia di scrivere una recensione perchè non farei che riscrivere questa. Non ho seguito la gestazione del film e neppure letto le critiche che ne hanno preceduto l’uscita, e a questo punto ne sono contento perchè in questo modo Nine è stato per me una continua esplosione di sorprese. Tra l’altro credo che sia un capolavoro anche perchè in sè e per sè è qualcosa che astrattamente non dovrebbe rientrare nei miei gusti.. avevo visto un allestimento del musical qui a Bologna e non aveva quasi lasciato traccia nei miei ricordi, Marshall è riuscito a farmelo amare

  2. A me non è piaciuto, tolte le canzoni-capolavoro Hudson/Fergie il resto mi ha annoiato parecchio. Penso siano gusti 🙂

  3. Ovviamente sì, come per tutte le altre cose.

  4. Devo dire che sebbene avevo totale fiducia in questo film, anche a me le critiche mi avevano spaventato negli ultimi giorni anche se la storia insegna che qando i giudizi da oltreoceano sono negativi all’unanimità (ache se il critico più autorevole di Variety lo ha promosso con 4 stelle su 5!) 9 volte su 10 a me fa impazzire poi il film. Ed eccomi qui a parlarne, dopo 2 visioni in meno di 48 ore.
    Estasiato, completamente rapito, totalmente ammaliato.
    Marshall riesce a catturare l’essenza dei personaggi nonostante ognuno stia sullo schermo per poco tempo: l’incipit (e il finale poi) sono da standing ovation, così raffinati così luminosi.
    Marion è la migliore: il suo sguardo tra le quinte nel finale basterebbe da solo a garantirle una nomination se i critici non avessero goduto a stroncare un film solo perchè ricco di star.
    Penelope e Judi ci offrono simpatia, carisma, sensualità e sessualità: hanno le battute più divertenti e riescono a strapparti grasse risate (quando Penelope arriva in stazione e ride penso di aver visto un fungo volare sulla testa di quello davanti a te Kia..ahahahahahhahah!)
    Fergi e Kate ci offrono i nuemri musicali più potenti, per cui stare fermi su quella poltroncina è praticamente impossibile. E a tal proposito voglio, pretendo un tamburello!
    Sophia…un bel neeeext ci sta bene….ahahahhahah!
    Nicole, o Nicole..Sono di parte, lo ammetto. Ma quando una donna riesce ad emanare carisma anche quando è nell’ombra e di lei si vede solo la fisionomia, come si può pretendere di non impazzire quando poi si manifesta in tutto il suo splendore? La sua “unusual way” è una dichiarazione d’amore sofferta che ha l’apice nel momento in cui, stanca di essere una persona che non è, decide di togliersi il trucco e di rimanere naturale: basta parrucca, basta orecchini con diamanti, è ora di tornare a essere ciò che si è. Una donna. E solo lei la poteva rappresentare questa musa perchè solo lei possiede quella perfetta dose di “ghiaccio bollente”: sembra algida ma è una bomba pronta ad esplodere. Le basta uno sguardo e tu sei li ai suoi piedi.
    E in tutto questo parlare di donne ecco spuntare Daniel Day Lewis: sexyssimo, bravissimo, carismatico dà una nuova immagine al Guido Contini di Mastroianni, giustamente ESSENDO QUESTO UN FILM CON VITA A SE E NON UN REMAKE.
    Che dire quindi in sintesi? Che mi sono perdutamente innamorato di queste donne meravigliose e del suo insicuro protagonista.

  5. Che bel commento Beps!! Ovviamente concordo su tutto, e soprattutto su Nicole ovviamente.
    Voglio rivederlo!!!

  6. Grazie!^^
    Coem mi ha scritto Uzz ieri notte, è talmente bella da far schifo quasi!
    Voglio il dvd rip e il dvd con 3 ore di extra almeno!!!!La Hudson struccata nei titoli di coda..mamma mia!!!!

  7. Domani nomination!!!!!Incrociamo le dita che Cinema italinao sia preente come miglior canzone, già mi immagino la Hudson cantarla mezza nuda agli Oscar!!!ahahhahahahah!

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