Deliri di Codeina

Tra i (pochissimi a dire il vero.. ma mi piace trovare il lato positivo ultimamente) vantaggi dell’essere ufficialmente malati e di avere delle crisi di dolori lancinanti è febbre ci sono senz’altri i deliri prodotti dagli anti dolorifici.

Solitamente si limitano a sogni lunghissimi di cui ricordo poco e voci fantasma nel cuore della notte ma questa volta durante le ben 20 ore di incoscienza la codeina ha prodotto degli effetti fantastici.

Ci sono state partite interminabili a ORBA ( http://www.iphonealley.com/current/orba giochino per iPhone che consiste nello scoppiare delle serie di palline dello stesso colore.. e al quale temo di aver giocato decisamente troppo) cosa che da sola potrebbe portare alla pazzia perchè provate ad immaginarvi file immense di palline e schemi e forme geometriche, roba da manicomio soprattutto se nel frattempo si tenta di dormire senza successo. Partite che si sono intervallate a svariati sogni di Meryl sempre ubriaca e barcollante oppure incazzata con me per qualcosa che mi sfugge ma soprattutto ad una lunghissima riflessione sul disastro aereo del 1972 delle Ande, quello da cui è stato tratto il film “Alive – Sopravvissuti”, per intenderci.

Per chi (quelli che hanno avuto un’infanzia normale insomma) non fosse cresciuto guardando settimanalmente quel film, riassumo brevemente la vicenda.

Nell’ottobre del 72 un volo con a bordo una squadra di Rugby e i loro familiari parte dall’Uruguay per andare a sostenere un incontro in Cile, ma proprio sulle Ande l’aereo si schianta, uccidendo nell’impatto 12 persone. Altri 6 persero la vita durante la prima settimana.  I restanti 27 dovettero sopravvivere praticamente senza cibo (in gran parte consumato dopo aver erroneamente interpretato l’inclinazione delle ali di un aereo sopra di loro pensando di essere stati avvistati), acqua, riscaldamento e medicine, anche dopo che furono dichiarate sospese le ricerche (essendo la carlinga dell’aereo bianca, era praticamente impossibile vederla dal cielo perchè mimetizzata nella neve) e anzi proprio in questa occasione decisero che se nessun’altro li avrebbe salvati, si sarebbero salvati da soli.

Ma presero anche una decisione molto più importante e che sarebbe poi la cosa di cui si parla ancora oggi, ovvero che per sopravvivere si sarebbero dovuti nutrire dei corpi dei loro amici morti. Inizialmente in molti si rifiutarono ma messi davanti alla prospettiva della morte (altri 8 di loro persero la vita in seguito ad una valanga che si abbattè sui resti dell’aereo) acconsentirono, e proprio grazie al cibo offerto dai cadaveri due di loro riuscirono a due mesi dall’incidente ad attraversare la catena montuosa per cercare aiuto, a trovarlo, e a salvare i restanti 14 sopravvissuti. Fu scritto un libro per chiarire la vicenda e placare anche la curiosità dei media che non vedevano l’ora di gettarsi sulle voci di ciò che era accaduto sulle montagne, un libro bellissimo e decisamente migliore del film che ne è stato tratto (in Italia ovviamente fu pubblicato con lo splendido titolo “Tabù”) .

E’ una storia che mi ha sempre affascinata molto e penso sia difficile non immedesimarsi.

Cosa avrei fatto? Avrei mangiato? Sarei morta? Ma soprattutto… chi ti da la forza di stare così male, così a lungo, vedere amici e parenti morire davanti a te e nonostante tutto resistere? Sarà forse per quello che ci ho pensato proprio l’altra notte e sfortunatamente credo di essermi finalmente addormentata prima di aver trovato una risposta, ma non credo sia stata una coincidenza. I deliri prodotti dalla codeina in fondo hanno un loro perchè, non sono casuali.

Può sembrare un pò retorico il pensiero “c’è sempre chi sta peggio” ma è così. Quello che penso è che la forza non te la da nessuno, e che nessuno ti salva perchè lo devi fare tu. Motivo per cui ultimamente ho delle difficoltà a trovare un’utilità al genere umano.

Tornando ai survivors, ho pensato anche, in quelle ore di riflessione e appena sveglia, che avranno avuto degli incubi terribili. Mi sono chiesta se avessero mai più dormito. Insomma, io ho difficoltà ad addormentarmi al pensiero di un nuovo lavoro, al pensiero di altre cose un pochino più serie ma sempre niente rispetto al cannibalismo, un disastro aereo, una valanga, la morte.

Poi ho letto un pò di interviste, sia dell’epoca che più recenti, e nessuno di loro parla degli incubi. Anzi, a domanda diretta molti rispondono di non aver mai più sognato quei giorni. Avranno mentito? Probabilmente no, forse semplicemente quei due mesi durante i quali hanno spento il cervello per tagliare fuori i famigliari, la vita di sempre,  li ha abituati a selezionare i pensieri prima di addormentarsi.

Non lo so.

Forse non dovrei pormi troppe domande, però di sicuro è una tecnica che mi piacerebbe imparare.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su febbraio 1, 2010.

7 Risposte to “Deliri di Codeina”

  1. che meraviglia di film……io lo vedevo tutti gli anni, grazie alla allora eccezionale selezione di rete 4……..
    ma non mi ero mai posta il quesito sui loro sogni.
    però ho sempre pensato alla capacità umana di adattarsi e sopravvivere, che in quella vicenda è stata letteralmente fondamentale per la sopravvivenza.
    e’ da qualche tempo che non lo rivedo,ma durante l’ultima visione ricordo di aver pensato che avrei mangiato. e in realtà lo trovo il pensiero più sano che un essere vivente può fare in quelle circostanze, e quindi mi auguro di avere la sanità mentale per farlo,se, sfigaggiamente, mi dovessi mai trovare in quelle circostanze!
    anche se poi, sopravvivere a una tale tragedia credo porti a un’esistenza malsanissima……….
    non avevo mai pensato a leggere delle interviste dei sopravvissuti, grazie dello spunto kia!

    grandioso post……..
    e mi piace questa tua nuova esilarante posizione di bicchiere mezzo vuoto, e dico esilarante, perchè per mostrare che vedi il bicchiere mezzo pieno, parli di un film e di una vicenda del genere…….ahahah……….
    sei davvero unica, nel senso più positivo del termine!

  2. Grazie Isa *_*

    Questo è il link al sito “ufficiale” (ebbene sì, abbastanza agghiacciante ma hanno un sito ufficiale e li puoi anche contattare scegliendo se scrivere a tutti o ad un sopravvissuto preciso) http://www.viven.com.uy/571/eng/default.asp ma c’è anche la pagina wiki che magari ha dei link in italiano a qualche intervista! Ti consiglio anche il libro se lo trovi.. magari online perchè temo proprio sia fuori produzione.

    Comunque anche io mi dico sempre che avrei mangiato. Nelle interviste e nei racconti molti di loro dicono di essersi pentiti di non averlo fatto prima, perchè quei 10 giorni di attesa hanno ucciso alcuni di loro che invece si sarebbero potuti salvare. No, non sono decisamente il tipo che si lascia morire per un principio così stupido.
    In realtà poi anche il papa scrisse una lettera quindi non viene neanche considerato peccato, anche se suppongo ci furono ampi dibattiti in merito.

    Ho appena avuto un flash di cosa sarebbe potuto accadere se fosse successo oggi. Diciamo che gli è andata bene. Vedo puntate di Matrix, speciali di Porta a Porta con il plastico del relitto e ospite Ruini e la Santanchè che li chiama sudamericani trogloditi.

  3. ahahahahhahahahahahhahahahahahhahahahah…e barbara d’urso che dice che lei si dissocia!?

    ma grazie di info e link…….in pausa da studio (non si vede che studio?) recupero!

  4. A parte che mi devi avvertire quando scrivi questo tipo di riflessioni, stento a trattenermi e sono in ufficio (in pausa, per cui non cominciate a fare battutine siocche. Si ho scritto siocche, non è un errore di battitura, siocchine!).
    Detto ciò, io non penso sarei ci sarei riuscito. E non per una questione “non posso, sono essere umani” ma perchè qaundo si parla di cibo ho dei blocchi psicologici davvero ridicoli e malsani:
    – non mangio tutto ciò che all’occhio è gelatinoso, molle o di color indefinito (ad esempio i funghi, la simmental o la philadeplhia)

    Vero, in determinate situazioni non si possono fare ragionamenti così ma conoscendomi li farei cmq!ahahahahhah! Del resto non ho pranzato mai dagli 8 ai 10 anni nelal mensa scolastica per una questioen di orgoglio, questo sarebbe nulla in confronto!ahahhahahahah!

    Concludo tornando serio. Mi fa piacere vedere che una vena di ottimismo sta affiorando tes. Certo, a volte è pura illusione che si tarsforma poi in delusione e successiva “depressione” ma questa illusione è necessaria alla sopravvivenza. E son del parere che a volte se ci credi fino in fondo a qualcosa, qualcosa succede alla fine. Sono Sognatore? Può darsi ma se diventiamo spietatamente cinici e senza speranza alla nostra età più avanti cosa saremmo?!
    Ailoviu!:-*

    ps: io so perchè la Meryl si è incazzata con te!Ti ha letta quando hai scritto di The blind side, vergogna!ahahahhahahah!

  5. Bellissimo questo post! Ultimamente pure io ho un’attività onirica abbastanza intensa, ma cancello tutto dopo i primi momenti del risveglio.. Non ho idea degli scherzi che potrebbe giocarmi il mio cervello sotto gli effetti della codeina. So solo che ricordo ancora alcuni sogni fatti secoli fa durante periodi di malattia, e mi pare ancora adesso di rivivere in maniera vivida le sensazioni -fisiche- che erano capaci di produrre, sensazioni non piacevoli (tipo masticare sabbia..).
    “Alive” non l’ho praticamente mai visto.. ne ho sempre sentito parlare, e mi faceva star male solo l’idea di vederlo.. Già ho tutta una serie di temi angosciosi che il mio cervello tira fuori nei momenti più impensati per gettarmi nella depressione più cupa, temi che sono al di fuori di me e della mia esperienza personale ma che per qualche motivo mi ossessionano in maniera incessante, che aggiungerne un altro mi sembrava eccessivo

  6. @ Beps non lo so… credo che se in quelle condizioni non ti fermano le considerazioni religiose difficilmente lo fa l’aspetto di quello che mangi. E cmq me lo auguro, perchè se no ti avrei dovuto seppellire brutto pirla! :-))))
    E… grazie. Anche se oggi sono un pò meno ottimista, ma forse è solo che il primo giorno è stato lungo e non ho neanche bevuto ne fumato ne pisciato ahahahaahah
    Vero, la Meryl sta tentando di farmela pagare per aver gradito Sandrocchia. E fa bene.

    @ Jimmy credimi che il film è bello ma sembra siano in campeggio rispetto al libro, sono certa che non ti turberà! Però ho letto già da qualche parte questa cosa dell’ossessione “non vissuta”.. ti riferivi all’olocausto quella volta, giusto?
    Quella della sabbia è capitata anche a me 0_0

  7. you get it 😉
    cmq vedrò il film e leggerò il libro.. l’altra sera mentre parlavo del tuo post con dario lui ha fatto un salto e ha detto “è bellissimo quel film!!!”

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