Dieci, cento, mille pipette di crack

Non mi posso esimere, lo devo dire. NE DEVO PARLARE PER FORZA.

Nine è per intero uno squallido clichè sull’italia, gli italiani. Davvero?

Non mi pare proprio, almeno stando alla prima puntata del Festival di Sanremo (oddio un post su Sanremo che anticaaaaaaaaaaaaaaaaaa) nella quale sono riusciti a radunare tutte le possibili schifezze e malcostumi italiani in una prima serata senza concorrenza.

Innanzitutto, menzione d’onore per gli squilli di tromba che sembra di stare dentro La Spada nella Roccia, tanto che ti aspetti da un momento all’altro l’arrivo di Ser Pilade. PERCHE’!?

Ma andiamo in ordine: in primis abbiamo la gerontocrazia, con canzoni dai testi imbarazzanti cantate da anziani signori afoni.

Abbiamo il nepotismo,  con la figlia d'”arte di turno”, meglio se lontanamente somigliante al padre di modo da poterla utilizzare per degli sketch.

Abbiamo il surrealismo, ovvero Emanuele Filiberto che canta con Pupo e un tenore deliri a base di un patriottismo terrificante e italia amore mio italia amore mio. Ma che cazzo dici, ti viene da gridare contro lo schermo brandendo una scopa?! E subito dopo ti chiedi anche per quale dannato motivo l’abbiano fatto tornare in italia, domanda da annegare in un bicchiere di martini perchè rimarrà per sempre senza una risposta.

Abbiamo il più squallido opportunismo, con la predica annuale di Povia, che quest’anno è così magnanimo da spiegarci anche la canzone che canta a gesti.  L’anno scorso i cartelli, quest’anno i gesti. Prende anche per il culo?

Abbiamo l’omofobia, con Cassano che ribadisce ad oltranza che gli piacciono le donne.. PER FORTUNA. Fortuna solo tua, temo.

Ma Cassano regala anche altre meraviglie, se no non l’avrebbero mica preso come super ospite! Grazie a questo famosissimo esempio di come fallire nella vita tenendo un comportamento da pirla abbiamo l’ignoranza esibita come un vanto, con la Clerici che gli pone le stesse domande che gli vengono poste da anni e lui che riesce nonostante tutto a sbagliare i tempi verbali. Un Cassano che si ripropone per tutta la puntata, regalando il momento più alto della serata quando la Clerici non si sa in preda a quale malattia fulminante (forse conseguenza della sua più volte ribadita passione per il caffè macchiato caldo) gli chiede un parere su una cosa così difficile da pronunciare che probabilmente ci starà ancora provando chiuso nella sua stanzetta d’albergo: il Burlesque.

E qui abbiamo l’ipocrisia tutta italiana, il nonsense.

Abbiamo escluso Morgan. Perchè, non è  dato saperlo, dal momento che dubito ci sia nel contratto una clausula sull’utilizzo di sostanze stupefacenti. Ce ne siamo fatti una ragione dopo qualche giorno di sconcerto, ma nonostante ne sia la conduttrice la nostra Antonella non demorde, per giorni ripete che in qualche modo ci sarà, che lei è dispiaciuta, che detesta questo vizio ma………… Ma cosa? Ma, decide di leggere il testo della canzone di Morgan come se si trattasse di un epitaffio, come se fosse morto e non a casa in una nube di fumo a ridere della scena.

Ma c’è di più. Perchè non solo non vedremo l’unico cantante con una canzone ascoltabile in gara (il testo è ai livelli di Leopardi se confrontato con le altre vergogne), non solo lui avrebbe cantato gratis. No, noi abbiamo deciso di pagare invece per vedere capezzoli rotanti, vasche da bagno e olive posticce.. che arrivano pure tardi perchè il mito supremo Elvira mi ha fatto crescere con cose ben peggiori, come dimostra questo contributo fotografico:

Premetto che non mi piace questo tipo di arte ma non è questo che contesto nello specifico, quanto piuttosto il suo essere totalmente fuori contesto sul palco dell’Ariston.

Insomma, se avessi potuto scegliere, avrei decisamente preferito Morgan in fattanza che canta la sua canzone tenendo pipette di crack sul pianoforte.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su febbraio 17, 2010.

3 Risposte to “Dieci, cento, mille pipette di crack”

  1. Hai riassunto perfettamente tutta la tristezza e lo squallore di una prima serata pessima, forse una delle peggiori che io ricordi, e quasi non penso a certe canzoni… Tra il trio delle meraviglie, gli occhi spiritati di Arisa, Nino nazionale con Maria INTERnazionale, i Sonhora feat. Bee-Hive e i Nomadi con riporto, la Clerici che continuava a parlare ai tizi in piccionaia credendosi simpatica e chiedendo continuamente se avevano da mangiare e se gli scappava una pisciata (che tanto non potevano fare in quanto bloccati lassù), gli aforismi di un Cassano mai così analfabeta, le tette sballonzolanti della Von Teese e gli squilli di cavalleria al grido di GIURIA, TROMBA!

    … ecco, in tutto questo io speravo di aver leccato qualcosa alla colla, non so, di essere sotto LSD… Invece, me tapino, ero del tutto in me e neanche un pò alticcio.

    Ah, comunque una cosa la salviamo: l’epifania di Olga Fernando! Sempre sia lodata!

  2. e con “IO LA DO” stasera la Clerici tocca vette di inaudita sfattanza!ahahahahhahah!
    Post che condivido al 100%!!!Che trsitezza!
    Uno studio che sembrava un planetario, le scale sostituite da un’astronave, due costumi di scena di Antonellina a dir poco osceni con le tette che tentavano di scappare dallo scollo laterale!
    e le canzoni lasciate allo sbaraglio.
    Ad esempio questi cinni dei Broken Heart College che cazzo stanno facendo???Li sto ascoltando ora e mi vien voglia di uccidere.

  3. Ahahahahah La Spada nella Roccia!

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