This is Our Religion // One Year Later

Ci sono persone per le quali il cinema è un passatempo, un modo per passare il sabato sera senza sbattersi per scegliere un locale o qualcos’altro da fare. Queste persone vedono film a caso, in base a cosa trovano nel loro multisala di riferimento, parlano per tutto il film, o si danno di lingua o giocano con il cellulare. Poi ci sono i “cinefili delle feste”, ovvero quelli che vanno al cinema solo a natale per il cinepanettone, a san valentino, a pasqua… quelli che intasano le sale e si beccano maledizioni a pioggia da parte dei membri della terza categoria.

Ovvero, quelli per cui il cinema è una religione.

Quelli che programmano sulla base de “I 100 FILM” di Ciak la loro stagione cinematografica, con tanto di date sul calendario e organizzazione logistica per incastrare due o tre film in un week end, quelli che possono aspettare un film per tre anni seguendone ogni progresso e ritardo e vivendo come un evento storico l’uscita finale nelle sale.

Quelli che sono un po’ snob, e ogni anno scoprono con orgoglio di avere visto al cinema i 10 film con meno incassi, ma si concedono anche dei “guilty pleasures”, quei film un po’ stupidi, un po’ imbarazzanti, ma che servono a bilanciare e a tirare su il morale dopo magari 3 week end consecutivi di devastazione cinematografica.

Io faccio parte di quest’ultima categoria, che questa settimana ha vissuto il suo Natale, la sua Hannukkah, il suo Ramadan, ovvero l’evento tanto atteso quanto rimpianto subito dopo, l’unico modo di vedere per noi che siamo così lontani tutte le nostre divinità insieme, l’evento studiato per mesi e preparato con missioni nei cinema più sperduti per reperire IL MAGGIOR NUMERO POSSIBILE DI FILM NOMINATI perché sia mai che si giudichi senza aver visto.. tutto questo, è la notte degli Oscar.

Io sono stata piuttosto fortunata, mio padre aveva, quando ero piccola, una videoteca, e dunque eravamo pieni di videocassette in luoghi dove famiglie normali terrebbero bicchieri di cristallo, piatti, soprammobili e quant’altro e questo mi ha permesso di vedere e di conoscere da autodidatta un numero di cose sul cinema sufficiente ad appassionarmene, ad innamorarmene.

Ovviamente, data la sua passione, mio padre fu uno dei primi abbonati dell’allora TELEPIU’, altra opportunità per me di vedere oltre che tutti i film possibili e immaginabili, di vederli in lingua originale in un epoca in cui era impensabile, e soprattutto….. di assistere alla notte degli oscar.

Per anni ho passato nottate solitarie circondata di qualsiasi cosa potesse aiutarmi a stare sveglia… cibo, blocchi per gli appunti dove scrivere nominati e vincitori, caffè, alcune volte andando a lavorare senza andare a dormire, andando a scuola senza andare a dormire perché gli Oscar, visti in replica, non hanno senso.

Quest’anno invece per la prima volta la notte degli Oscar è stata una vera e propria celebrazione, un qualcosa che ricorderò probabilmente per tutta la vita.

Quattro amici, quattro religiosi del cinema, un’attesa di mesi, e finalmente la nottata dove tutto diventa realtà. Risate, delirio, delusioni e gioie inaspettate date da cose che per persone “normali” possono essere insignificanti.. come un filmato montato sui miglior film che diventa un susseguirsi commosso di “oooooooooohhhhh”, un’apparizione a sorpresa di Nicole che viene accolta da urla isteriche non appena su un mega schermo appare il suo volto in The hours, la vittoria di Sean Penn, ogni singola inquadratura della Meryl accompagnata da un “OH CHE MERAVIGLIA”.

E’ stata la notte degli Oscar come l’avevo sempre sognata (subito sotto in quanto a preferenze a quella ON SITE, che probabilmente resterà solo un sogno) e quella più bella, per ora, con tanto di ballottaggi e fogli elegantemente stampati dove apporre le proprie preferenze, abbracci foto e pane e nutella, e colgo l’occasione per ringraziare i presenti: Beps, Paliacia Filia e Uzzo.

Tutto questo per rendere meglio l’idea di chi siano i membri della terza categoria di cui sopra, quelli che del cinema vivono, e questa suddivisione mi è venuta in mente questa sera, mentre in metropolitana tornavo a casa dall’ufficio, tutta la linea rossa ovvero un viaggio eterno se non si ha niente da fare e io, per fortuna, ho l’iPhone.

Oggi, ad esempio, guardavo “Eva contro Eva”, e mi sono resa conto durante la parte “I’m fed up of both the young lady AND her qualities” che stavo puntando il dito contro quello seduto di fronte a me che mi guardava con uno sguardo sconcertato, e li ho pensato a quante altre volte mi è capitato di usare una battuta, un gesto, uno sguardo, rubato al cinema.

Può capitare di essere davanti ad un teatro, a New York, e mentre aspetti che esca Kristin Scott Thomas guardi con sdegno i cacciatori di autografi e sprezzante sussurri “Authograph fiends, they’re not people” senza che ti sia possibile fermarti.

Oppure mentre un’amica ti parla di qualche fidanzato, cercando di farlo sembrare un essere umano dopo averti invece riempito la testa di dettagli da uomo di Neanderthal, Ouiser Boudreaux si impossessa di te e ti trovi a pensare “E’ un perfetto gentiluomo, scommetto che toglie i piatti dall’acquaio prima di pisciarci dentro!” mentre tenti di rimanere seria offrendo la tua disinteressata opinione sul soggetto in questione.

E le volte in cui mi fermo a pensare qualcosa, e inevitabilmente con l’indice inizio a picchiettarmi le labbra come la Meryl in the Hours… beh The Hours è un discorso a parte. Chi non ha distrutto uova su uova tentando di utilizzare la procedura della Meryl per dividere tuorlo da albume? Chi non ripete la domanda “Ginger, Madam?” ogni volta che la parola zenzero viene pronunciata per qualsiasi motivo?

Ricordo che una volta tempo fa, parlando con mia madre del lavoro che stavo cercando, la guardai e dissi “Vuoi vedermi lavorare come cucitrice?!? è questo che vuoi???” direttamente da Titanic, e senza neanche rendermene conto.

E il Signore degli Anelli… ogni bastone, compreso quello della scopa, è buono per essere piantato per terra urlando TU… NON PUOI…. PASSAREEEEEEEEEEE! … Il mio teSSSSoro no, troppo banale, ma certamente è capitato di essere in ritardo e dire “Uno stregone non è mai in ritardo, Frodo Baggins. Nè in anticipo. Arriva precisamente quando intende farlo.”, o salire in macchina e dire “Corri, Ombromanto. Mostraci cosa significa “fretta”.

E ce ne sarebbero a decine, davvero, dal “sycamore” con la pronuncia di Annette Bening in American Beauty che non si potrebbe usare in nessuna occasione ma ogni albero in fondo assomiglia ad un sicomoro, al finale di Sunset Boulevard, il caricatore di Apocalypse Now picchiato sul casco da riprodurre durante ogni visione, il “Non sapevo facessero pile di merda così alte” rivolto a Platinette, “il pranzo è per chi non ha niente da fare” da Wall Street e “GRANDE GIOVE” detto obbligatoriamente con sguardo folle.

Ma soprattutto, chi non aspetta da tutta una vita l’occasione giusta per pronunciare finalmente, appoggiato ad una ringhiera e con lo sguardo che corre sui presenti dall’alto spargendo terrore..

“Fasten your seatbelts, it’s going to be a bumpy night”.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su marzo 8, 2010.

7 Risposte to “This is Our Religion // One Year Later”

  1. Uno dei tuoi post più belli e che non mi stancherei mai di leggere, non solo per quella serata meravigliosa di un anno fa che ricorderò per sempre ma anche per tutto quello che trasmette riguardo alla magia del cinema, l’ansia per un film, la tenacia con cui si cerca di assaporare ogni fotogramma, il dolore dietro a certe stroncature, l’entusiasmo per le nuove uscite, l’immedesimazione massima in certe pellicole, le mani sudate tra la frase And the Oscar goes to e il rumore della busta che si apre scricchiolando tra le mani del presentatore e insomma… tutto il resto. Speriamo di riuscire a replicare prossimamente perchè vivere queste cose insieme (i devoti alla religione-cinema, sottointeso) è sempre stupendo… ^_^

  2. Che notte meravigliosa quella!!!!!
    Quest’anno era destino, non ci doveva appartenere e visto come è andata a finire forse è stato meglio così. Io ora sono stremato, 4 mesi di sondaggi, previsioni e deliri e poi..puff, svanisce così.
    Ricarico le pile e a breve vi mando i possibili candidati 2011!ahahahhahahah!

  3. 🙂

  4. Grazie grazie, l’ho messa apposta Uzzo! Così magari rimuoviamo questa 🙂

    Concordo Beps, era destino, doveva andare così, ci rifaremo l’anno prossimo… magari con il sopracciglione!!

  5. io ho letto prima questo che quello sotto…….e dentro di me dicevo: va che deja vù, mi sembra di averlo già letto…poi pensavo fosse un racconto-ricordo…………e poi ho capito che lo avevi ripostato……..

    va beh sono brus no?
    ahahahahahahah

    però bellissimo post

  6. Uh si, anche se la delusione per gli oscar 2010 è ancora viva già non vedo l’ora che sia la notte del 2011, è più forte di me 😀

    Si ricominciaaaaa

  7. Grazie Isa! Sì sei un pò brus ma chi non lo è?! 🙂

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