No news, bad news.

 

Ora, che l’Italia sia un paese fondamentalmente razzista più di molti altri  e che il celeberrimo (e autocelebrato) “calore mediterraneo” sia più che altro un lontano ricordo di tempi andati, non è che fosse proprio un mistero.

Io stessa, lo ammetto, ho detto e pensato (e in alcuni casi penso tutt’ora) cose non proprio ripetibili su alcune zone del nostro paese e ho dei pregiudizi su altre, compresa quella in cui vivo.

Nonostante questo, il fatto che venga completamente ignorata una notizia terribile, sconcertante e enorme come quella dei rifiuti tossici trovati in vari siti nel cosentino, mi rattrista e mi fa rabbia allo stesso tempo. Sarò ingenua, ma non riesco ancora a tollerare che una cosa come la salute venga gestita e considerata in modo diverso a seconda che si stia parlando del nord oppure del sud.

Soprattutto se si considera l’impatto che ha avuto la notizia dell’inquinamento del fiume Lambro, che ha riempito i telegiornali per giorni, questo silenzio pare intollerabile. Ho sentito parlare di questa notizia a circa 3/4 del tg La7 l’altra sera, preceduta da notizie che notizie non sono, quella cronaca un pò voyeuristica, quegli inutili gossip politici.. forse, ma non ne sono certa, persino i mondiali di calcio.

E poi così, come se niente fosse, la notizia che sarebbe certa ormai la presenza di rifiuti non solo tossici ma anche probabilmente radioattivi nel sottosuolo calabrese. Rifiuti che (ed è questo che ha fatto partire le ricerche e i carotaggi) hanno causato una delle più alte incidenze di malati di cancro d’Italia, rifiuti che ormai sono nelle falde, nel mare.

Stiamo parlando di gente che muore, pesce che continua ad essere pescato e acqua che continua ad essere bevuta. Ma è acqua calabrese, ed evidentemente deve contare meno dell’acqua lombarda perchè solo per trovare un link esplicativo da allegare a questo post ci ho messo svariati minuti, e, su google, a parte la notizia battuta dall’agenzia AGI, le uniche tracce di questo evento si trovavano su quotidiani locali.

Veleni in Calabria, procuratore Giordano:”sono almeno 4 i siti inquinati”
Le parole del procuratore di Paola non lasciano dubbi sulla presenza di sostanze tossiche sotto il fiume Oliva. Si scaverà ancora per un mese circa. Poi l’analisi dettagliata dei prelievi – 07/06/2010
«Si sospettava: si può usare tranquillamente l’imperfetto, perchè dubbi non ce ne sono più riguardo alla presenza di sostanze tossiche sotto il fiume Oliva: ci sono almeno 4 siti interessati». A dirlo è il Procuratore Capo di Paola (Cs), Bruno Giordano, sul caso dell’inquinamento, finora soltanto ipotizzato, dell’area ricadente tra i comuni di Amantea, Serra d’Aiello e Aiello Calabro, nel Cosentino, lungo l’alveo del fiume, dove si scava da più di un mese.
Le aree in cui si effettuano i carotaggi erano state oggetto di un’analisi superficiale preventiva, soprattutto alla luce del fatto che in questa zona della Calabria l’incidenza tumorale, come è stato evidenziato da alcune ricerche epidemiologiche, è molto alta.
«Non sappiamo ancora da dove possano provenire», ha dichiarato Giordano, secondo il quale non servirebbero neanche strumenti per capire che siano rifiuti pericolosi: «Man mano che si scava l’odore di idrocarburi e di metallo diventa insopportabile. – dice il Procuratore di Paola – E pensare che qui doveva nascere un parco naturale. Oltre alle aree che già avevano individuato, adesso abbiamo trovato altre due aree, contrada Carbonara e contrada Giani, dove c’è un ammasso notevolissimo di rifiuti tossici, interrati e poi coperti con terreno naturale. In contrada Giani addirittura il magnetometro era impazzito, durante le rilevazioni. Qui la benna, scavando, è arrivata a 5 metri e mezzo di profondità, senza toccare il fondo del deposito».
Secondo il magistrato «il problema è che sicuramente, negli anni, c’è stata un’infiltrazione nelle falde, perchè il materiale si è diluito. Non possiamo ancora dire se ci sia materiale radioattivo, quello si vedrà. E se non c’è materiale radioattivo, la bonifica la dovranno fare solo gli enti locali, Regione e Provincia». E Giordano aggiunge che «non ci sono discariche per fanghi industriali in Italia. Bisogna mandarli in Germania, e visti i quantitativi rilevanti, il costo sarebbe davvero ingente».
 
Altro articolo molto interessante qui:  http://www.reggiotv.it/news.php?id=15022
And the moral to the story is… di quanti Saviano abbiamo bisogno per diffondere le notizie che a chi deve darle non piacciono?
L’unica speranza è non abitare in Calabria mentre aspettiamo il nostro, di Saviano.
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~ di muchadoaboutnoth1ng su giugno 9, 2010.

2 Risposte to “No news, bad news.”

  1. No, ma fantastico.. sono contento: non ne sapevo nulla nemmeno io, e sono calabrese.. non ho parole. in calabria non ci abito, ma ci torno per le vacanze, e cmq ci abitano i miei. ora non posso nemmeno dire che “almeno c’è una natura incontaminata”

  2. che schifo assurdo……..che rabbia mi provocano…
    oggi ho visto una foto di una povera anatra americana devastata dal petrolio…
    lì si che di notizie ne danno…ma il danno è oltre!

    però grazie delle informazioni, che altrimenti mi sarei persa in toto!

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