I Blog Therefore I am

 

 

 

Mattinata fiacca, dopo una serata pessima segnata dal picco negativo di serotonina dell’anno probabilmente, attendo il nuovo pc che il tecnico ha annunciato tipo un’ora e mezza fa di essere sul punto di portarmi. Così ho spostato i files personali sul server, cancellato la cronologia e i cookies, e ora mi ritrovo in attesa di questo favoloso pc finalmente (forse) con una ram superiore al mio iPhone (ebbene sì, sto lavorando da 6 mesi con un portatile da 8 chili con una ram di 380 mb) . Praticamente, luce di “riflessione” sempre accesa, anche tentando semplicemente di aprire una mail insieme ad un file excel. Per chi a casa ha un mac book pro, un incubo ad occhi aperti.

In attesa di tornare agli anni 2000 dunque, vago un pò in rete senza una meta, apro wordpress e inizio a leggere i post più gettonati del giorno. 

E sono bei post. Ce n’è uno fotografico, uno di viaggio,  un paio raccontano, semplicemente, cose di tutti i giorni. Sono quello che cerco nei blog, opinioni, tante parole, vita, curiosità e differenze con la mia di opinione, e la mia vita. Questo però, finchè resto in wordpress.com, in lingua inglese dunque.

Noto una tendina e decido di dare un’occhiata ai blog e post più gettonati nella nostra lingua, seleziono Italiano e sbam,  ecco l’italia.

News. Lamentele. Scioperi. News. News. Nessuno che parli, o scriva in questo caso, di qualcosa di personale, ma è tutto un limitarsi al copia incolla, come se ci fosse  bisogno di qualcuno che ci ricorda (ancora?) che al prossimo X Factor parteciperà la Tatangelo. Che Brancher si è dimesso. Che un furgone fa un incidente, perde monetine, e la gente si ammazza per raccoglierle. Non esistono già i siti di news per questo? Perchè aprire un blog per ripetere quello che in milioni leggono già da qualche altra parte?

Mi sembra uno sforzo inutile, ma legittimo, avete ragione, ognuno fa ciò che vuole con il suo tempo libero. Però perchè utilizzarlo per copincollare un’Ansa? Certo, sempre meglio che passarlo aprendo gruppi commemorativi di cadaveri fino al giorno prima ignorati, su Facebook. Questa proprio non riesco ad annoverarla tra le varie “libertà di espressione”, ed è l’unica cosa che veramente detesto di questo social network.

Ho resistito poco alla richiesta di un amico di iscrivermi, mi è sempre sembrata una buona idea perchè avendo tanti amici lontani da Milano, Facebook mi sembrava (e mi sembra tutt’ora) un buon mezzo per sapere come stanno, che fanno e per vederne le foto paiass. Per me, che odio il telefono e le telefonate, specie quelle lunghe, un vero sogno. So che state bene, me ne accerto giornalmente, poi quando ci si vede ne parliamo. Ottimo.

Quindi non mi sono mai lamentata della mancanza di privacy (che dipende sempre dal grado di timidezza che uno ha, ma anche  dall’intelligenza di scegliere cosa rendere pubblico in conseguenza a ciò), delle tante falle che ancora ha, nonostante ormai sia abbastanza vecchiotto come sistema. D’altronde, senza il peso dei milioni di files cazzari che intasano facebook, il tanto celebrato Twitter è “over capacity” una volta al giorno almeno, quindi che diamine, diamo tregua al povero Mark.

Come dicevo però, una cosa non tollero di FB: l’ossessiva ricerca, commemorazione e celebrazione  della morte. Di chiunque. Della starlette sconosciuta, degli attraversatori di binari spagnoli, di conduttori tv cafoni, attori o presunti tali di cui si celebra una splendente carriera che non esiste, un talento che  diventa tale solo dopo la morte.  Non fanno in tempo a morire che già si piange collettivamente e si condivide con un tasto il “dolore” con tutti gli “amici”.  Così finisce che in meno di dieci minuti ti ritrovi con l’home page piena di link tutti uguali: ricordiamo. Commemoriamo. Ti stiamo vicini.

L’ultima moda è ricordare i parenti delle celebrità dipartite, Ti siamo vicini,  madre di. Ti siamo vicini, figlia di. Padre di.  O addirittura, ricordare i parenti dipartiti di celebrità vive. Sono confusa. Da dove viene tutta questa  voglia di provare dolore per niente?

Devo avere un cuore di pietra, arrivo a pensare, perchè proprio non ce la faccio a provare dispiacere per gente che non solo non conosco ma neanche stimo. Gente che oggettivamente, rispetto a me o chiunque altro, non ha dato niente di più al mondo. Non riesco a provare dolore,  solidarietà. Mi dispiace, umanamente (non sono sicura neanche di quello, ma fa tanto personcina a modo dirlo), ma la faccina triste… proprio no.

Sarà che se uno vive nella merda valuta un pò più attentamente se è il caso di buttarsi volontariamente in un letamaio, per usare una metafora delicata come la brezza primaverile in riva al mare.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su luglio 6, 2010.

6 Risposte to “I Blog Therefore I am”

  1. Ovviamente quoto in tutto e per tutto, soprattutto l’ultima parte. E sono abbastanza convinto che le persone odiose di cui parli alla fine non abbiano mai provato la sofferenza vera, sennò mica elargirebbero cordoglio manco fossero dietorelle.

    fortunatamente seleziono accuratamente chi aggiungere su FB e molte incazzature me le sono risparmiate mi sa 😀

  2. Che meraviglioso post!
    E quoto tutto…

  3. Che bel post…e mi tocchi sul vivo perchè ci pensavo in questi giorni, anche in base a cose che avevi detto tu in altri lidi, e in relazione a un fatto recente: la morte di tarricone.
    Ora, anche io saputo della notizia sono stata stranamente (stranamente perchè non è che fossi sua fan) colpita dalla cosa, forse la sua “figura” era molto più integrata nel mio immaginario di quanto non pensassi…ma da lì a schiacciare Mi piace sulla sua pagina (sponsorizzatissima in questi giorni)…….ce ne vuole! E non ne capisco l’esigenza…cioè, se non ero sua fan in vita, cosa è accaduto attraverso la sua morte? la pietà misericordiosa di cui la cultura cristiana mi vuole sempre far partecipe?!………….varrà per gli altri,ma io preferiscocome sempre l’eresia!

    cmq mi piace anche tutto il resto del tuo post…..
    solo che poi io viaggio nella mia testa…ahahahah

  4. Grazie grazie grazie @ tutti e tre. 🙂
    Isa proprio quell’evento ha scatenato la voglia di scrivere il post, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, diciamo!

    Ah… il pc me l’hanno cambiato stamattina alla fine, e non funzionava.

  5. La morte così come qualsiasi cosa venga amplificata da facebook, inclusa la presunta amicizia ormai ufficialmente sputtanata dai social network. Facebook il più delle volte è la riproduzione in larga scala del muretto della compagnia estiva, no? :))
    Davvero un bel pezzo Kià

  6. Esattamente Diè. Similitudine perfetta! Grazie 😉

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