Visioni Multiple da Week End Rovente

La cosa positiva di questo caldo maiale è che ci si può rinchiudere in casa tutto il week end stesi sul letto con il ventilatore puntato contro senza doversi inventare per forza una scusa che vada oltre il “fa troppo caldo, non esco”. “Fa troppo caldo” è una giustificazione universalmente riconosciuta, poco importa che per quanto mi riguarda il troppo caldo parta dai 25 gradi.

Dunque in attesa della glaciazione, week end di visioni ininterrotte, con un’alternanza ai limiti della schizofrenia di telefilm, film, biopics e intermezzi di Cambio Moglie USA che a colazione, da quando è finito TV Talk, è diventato un rito irrinunciabile.

 

 

Si comincia finendo (è possibile scrivere una cosa del genere? In caso contrario, licenza poetica sia) la prima serie di Breaking Bad. Amo le serie che stanno su un dvd e non solo per motivi di risparmio economico e ambientale, ma perchè non ci sono problemi di puntate riempitivo e stratagemmi per tenere sveglia l’attenzione: la tensione è palpabile dall’inizio alla fine.

E così è per questa serie, ambientata nel Nuovo Messico,  e ha come protagonista un professore di chimica (Bryan Cranston, immenso) che una volta scopertosi malato terminale di cancro decide di iniziare a produrre metanfetamine con un suo ex studente.  Come dicevo, il protagonista è immenso ma anche il cast di contorno (a partire da Aaron Paul che interpreta il “socio in affari” che tra l’abbigliamento e come parla si è sempre indecisi sul se si voglia schiaffeggiarlo o saltargli addosso) è di tutto rispetto, la trama è assurda quanto basta e se vogliamo trovare altri motivi per guardarla aggiungerei che ho adorato anche la fotografia e la location inusuale. Uno dei pilot migliori che mi sia capitato di vedere, visto quello è impossibile non continuare!

 

 

Ho scritto per caso che ho iniziato con Breaking Bad? Temo di aver detto una cazzata, vogliate scusarmi.. ormai ho la stessa memoria di un 92enne, a tratti ho anche ricordi della seconda guerra mondiale ma non chiedetemi cosa ho mangiato a colazione. In realtà il mio raptus visionario è iniziato con Frozen River. Visione  rimandata più e più volte causa scarso appeal del cast ma doverosa appunto per giustificare (o rinnegare) i commenti maligni su Melissa Leo, la protagonista del film candidata all’Oscar.

E meno male che mi è venuto in mente  di ripescare il file dall’hard disk perchè questo film è una piccola perla. Non di quelle perle che regalano serenità bisogna dire, ma una buona dose di ansia e paura. Atmosfere rarefatte, paesaggi di quell’America che non è quella del sogno e che solitamente non viene mostrata. Quella dei trailer park, delle case prefabbricate e dei pignoramenti, dei lavori saltuari e della disperazione.  Disperazione di una madre in questo caso, e di quello a cui è disposta a fare per i suoi figli, che non avrebbe potuto essere interpretata meglio di quanto ha fatto la Leo in questo film, assolutamente perfetta.

Ad alleggerire un pò il clima rovente appesantito da queste due visioni ci ha pensato la prima serie di White Collar,  che si può riassumere come: la serie del truffatore bonazzo.

 

 

Per non fare innervosire Commodus però non la liquido così, e aggiungo  che il cast è fantastico (Tiffany Amber Thiessen e Willie Garson – Stanford di SATC, per citarne un paio) , i ritmi altissimi, fotografia come sempre in questi casi ottima e cosa che non guasta mai tante meravigliose vedute di NY.

Ah l’ho già detto che il protagonista è bono?

 

 

Veniamo alla delusione del week end: The Runaways.

Non è che mi sia dispiaciuto. Un paio d’ore di attenzione non si negano a nessuno, certo. Ma spesso mi sono trovata a a chiedermi durante la visione se fosse proprio necessario fare un film su questo gruppo e su ste due povere criste. Perchè io ho massimo rispetto e attrazione nei confronti dei film sui tossici, insomma datemi un tossico e la simpatia è immediata, ma c’è tossico e tossico.

Queste le ho trovate un pò tossiche inutili, non ho provato simpatia nè empatia nei loro confronti ma al contrario le avrei volute schiaffeggiare per fare smettere questi inutili lamenti. Le protagoniste non hanno aiutato, va detto, infatti per quanto possa aver trovato sopportabile la wannabeavampire Kristen Stewart, la Fanning mi è sembrata credibile quasi come lo sarebbe stata la Regina Elisabetta.

Per il resto un film godibile, con un grandissimo – come sempre – Michael Shannon.

 

 

Ultima visione,  che mi ha accompagnato nella depressione pre settimana lavorativa della domenica sera, Draquila.

Da vedere, assolutamente, ma con un fegato di riserva a portata di mano. Fa innervosire, incazzare persino,, sapere che ci siamo fatti trattare come idioti e abbiamo lasciato  che succedessero e che tutt’ora succedano cose del genere senza muovere un dito. Abbiamo (non io personalmente – ma la maggior parte degli italiani sì) creduto che andasse veramente tutto bene, che gli aquilani tutto sommato fossero dei privilegiati, con le loro belle casette arredate di tutto punto, tv a schermo piatto, sottopentola e champagne.

E scopriamo (grazie alla Guzzanti per cui ormai provo stima infinita) che non è così, scopriamo che gli aquilani non sono che un popolo cavia su cui testare le new town, una popolazione proprietaria di abitazioni che non è autorizzata a far riparare anche se ci vorrebbero poche migliaia di euro e non più di qualche mese di lavoro. Costretti ad alloggiare sulla costa come se la prospettiva di vivere in villeggiatura potesse compensare tutte le mancanze,  e prima ancora chiusi nelle tendopoli e trattati come bambini a cui non si possono servire alcolici, caffè e coca cola e a cui viene impedito di riunirsi per discutere.

Molti degli intervistati, va detto, vogliono bene al Silvio. In fondo chi prima non aveva nulla, chi per ignoranza non si pone domande ha la tendenza a credere alle panzane di quell’uomo, e come dargli torto. Se lui dice che nei container non si può vivere, avrà ragione, lui ne sa, mica come quei barboni di olandesi che ci hanno costruito interi quartieri all’avanguardia, con i container. Ma il Silvio dice che no, i container sono brutti, è meglio costruire delle case ad un costo che neanche gli appartamenti su Central Park West, tre volte ed inutilmente antisismici – che non si sa mai, isolate da tutto ma non dai centri commerciali. Case consegnate  con la ricevuta, la lista della spesa, tutte cose da restituire una volta lasciato l’appartamento. Una signora era preoccupata, che faccio, glielo devo ricomprare il lenzuolo se me ne vado o la biancheria la posso tenere?

Inoltre, come se la vicenda dei terremotati non fosse abbastanza, scopriamo che grazie a decreti ed ordinanze varie, la Protezione Civile è diventata non più un ente che si occupa di emergenze ma si occupa anche di grandi eventi. E non più di emergenze e grandi eventi pubblici, ma anche privati. Scopriamo che fino ad ora abbiamo pagato per la gestione e l’organizzazione di beatificazioni  varie, visite di Benedetto XVI in ogni parte d’Italia, riunioni di associazioni improbabili tipo quella delle famiglie numerose, e via discorrendo. Scopriamo che grazie allo status di grande evento vengono aggirate le norme che regolano l’edilizia e vengono costruiti mostri in cemento che nulla hanno a che fare con gli eventi in questione.

Scopriamo ciò che non vogliamo scoprire, motivo per cui non solo è necessario che questo film venga visto da chi è già incazzato nero, ma anche e soprattutto è indispensabile che venga visto dalla metà ignava dell’italia, quella che non sa e non vuole sapere, quella che se lo vedo al tg1 ci credo ma della Guzzanti mi fido poco, si sa che odia il Silvio.

L’ultima frase è come una pugnalata, ma non ve la dirò perchè è giusto che abbia l’effetto che deve avere, ovvero lasciarvi tramortiti davanti allo schermo mentre fissate i titoli di coda.

 

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~ di muchadoaboutnoth1ng su luglio 19, 2010.

12 Risposte to “Visioni Multiple da Week End Rovente”

  1. Beata, io questo fine settimana ho principalmente imbiancato, anche se con scuse balorde tipo “vado un attimo a rinfrescarmi con un ghiacciolo” mi sono rivisto almeno Gioventù Bruciata ahah!

    Oh, hai macinato un bel po’ di puntate con le serie tv, vedo. Breaking Bad è lì, monumentale, cos’altro si può aggiungere? Niente, bisogna solo vederlo. White Collar è delizioso, adoro Mozzie e il personaggio di Neil Caffrey ha quel garbo degli uomini d’altri tempi che in una serie moderna non è una cosa neanche banale da vedere!

    Frozen River è splendido. Vedrò al più presto Draquila!

  2. Sìììì!
    Ho dovuto, più che altro, dopo essermi accorta che non solo è iniziata la seconda stagione di White Collar ma sono anche indietro di una di Breaking Bad!
    Non ho molto tempo durante la settimana quindi ho dovuto fare uno sprint questo week end 🙂

    Amo Mozzie, e amo ancora di più come Neal tratta Peter. Peccato si veda poco la Valerie perchè è invecchiata decisamente bene!

  3. Anche io spero si veda di più, ogni tanto la mettono in quarantena e sparisce! Il rapporto tra i due, già dalla prima puntata della seconda stagione, promette nuovi risvolti… non parlo di sesso eh ahahah.

  4. Ho adorato Frozen River! Lo vidi al cinema quando uscì, me lo ricordo esattamente come lo tratteggi tu in poche sapienti righe 🙂

    Il pensiero di vedere Draquila mi fa tremare, ma immagino che dovrò farlo.. già solo leggere le tue impressioni mi devasta e mi fa incazzare

  5. @ Diè non avevo mica letto la frase sull’imbiancatura! Dimmi che esiste una foto di te sporco di pittura con canottiera a costine!
    Sviluppi? Bene bene, vedo di recuperare al più presto 🙂

    @ Jimmy, davvero lo hai visto al cinema? Io non so perchè l’ho completamente ignorato all’epoca, cioè, lo so, la Melissa si era presa la nomination per presentarsi vestita di beige (se non ricordi male) sul tappeto rosso.. è colpa sua!
    Draquila recuperalo, ogni tanto bisogna farsi del male.

  6. Lo avrei ignorato anch’io se non fosse stato per un mio amico che mi ci trascinò un pomeriggio.

    Mi sono dimenticato di dire che condivido pure la tua visione del weekend estivo stesi sul letto con il ventilatore puntato contro .. 😀

  7. Cazzo potevo tenermi il post per domnai mattina: avrei lavorato 1 ora in meno come minimo visto la lunghezza ma non ce l’ho fatta e letto tutto!!!
    Wowwww!Cavolo mi hai recuperato e ora hai visto serie che io ancora non ho visto!:-))
    Frozen River lo recupererò a breve!BB lo avevo iniziato ma nel periodo peggiore probabilmente, con parenti più o meno vicino che di colpo si sono ammalate e non era proprio il caso continuare. Ora invece sarà il caso di recuperarla!White Collar invece l’avevo vista, o meglio..i primi 4 episodi e mi aveva parecchio annoiato..boh..
    The Runaways invece nn credo di vederlo, al contrario tuo a me i “tossici” stufano e annoiano al cinema.
    Draquila invece lo vedrò, ma non ora. Mi farebbe troppo incazzare e non ho voglia a due settimane dalla partenza!^^

  8. Oddio the runaways devo ancora vederlo, credo lo scaricherò stanotte, però parte della mia adolescenza è legata anche alle Runaways e a quello che è venuto dopo (Lita Ford solista), quindi secondo me adorerò a prescindere non c’è niente da fare. Draquila COL CAZZO che lo guardo, mi spiace 😀 Mentre Frozen River recupererò ma adesso no perchè mi sa di film che devo guardare in altri momenti.
    Su White collar posso dire che quando ho scoperto che il protagonista è gay ho cacciato un urlo che probabilmente mi hanno sentito fino a Pechino

  9. @ Sam guarda che a non vedere Draquila non fai mica un dispetto a me, al massimo lo fai a te stesso perchè l’ignoranza come scelta l’ho sempre trovata una brutta cosa.
    Parlando di cose serie… (?!) … non sapevo che il protagonista di White Collar fosse gay!

    @ Beps concordo, Breaking Bad non è una di quelle serie che si possono vedere così, alla leggera.

  10. Visto Frozen River!!
    Mi è piaciuto, regia asciutta e pulita che non vuole strafare ma “solo” raccontare una storia drammatica, senza giudicare o criticare e una sceneggiatura ben calibrata (nessun tempo morto, nessuna cosa detta in più). La Leo è davvero brava ma non so se la nomination gliela avrei data. Ma questo forse è più dovuto al fatto che quell’anno una Scott Thomas immensa si è vista esclusa da qualsiasi premio.
    Cmq un ottimo film!
    Ah, mi ha molto ricordato come storia e come dramma personale della protagonista MARIA FULL OF GRACE: te lo consiglio!;-)
    Anche la protagonista di questo film, coem la Leo, deve scegliere la via “più facile” per far soldi ma anche quella più pericolosa: li non si parla di immigrati ma di corrieri di droga. Anche lei fu nominata!
    Ciau!

  11. Non ho mai visto Maria Full of Grace, vedo di “reperirlo” stasera 🙂
    Per il resto concordo, e mi piace il fatto che la regia non si senta, aiuta a farti mancare l’aria insieme a tutto il resto..l’atmosfera, i luoghi..

    Per quanto riguarda la nomination non saprei, sai che detesto non l’abbiano data alla Scott Thomas, ma se avessi dovuto scegliere chi eliminare per farle posto tra le nominate avrei tolto senza alcun dubbio la Hathaway.

  12. Si, la regia è molto intelligente: sembra ordinaria quando invece ha un taglio molto netto e deciso. E già il prologo ti fa capire il climax del film. Bellissimo davvero.
    Se vedi MARIA poi fammi sapere. Lo vidi anni e anni fa ma ho ancora l’immagine dell’ultima inquadratura in mente..Potente.

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