Guilty Pleasures

 

 

Ognuno ha i suoi, inutile negare. Fanno bene alla salute, alleggeriscono l’umore dopo una pessima giornata, la fanno iniziare senza troppe paturnie, e forniscono un valido antidoto, ad esempio, a cose tipo Von Trier.

Già perchè dopo aver visto Antichrist o Dancer in The Dark, di sentirsi dei fighi pazzeschi ascoltando o guardando qualcosa di impegnato e intelligente non se ne ha la forza.. quindi giù di squinzie che non arriveranno alla stagione successiva, boyband da sentire pensando ai loro addominali.

Mio marito, ad esempio, ascolta Paola e Chiara. Le ascolta e non se ne vergogna, salvo poi ricoprirle giustamente di insulti rendendosi conto che la parola plagio è stata coniata il giorno della loro nascita, o in ogni caso è la loro parola preferita del vocabolario insieme a kamasutra. E’ un pò come quell’istinto che ci fa rallentare vicino agli incidenti stradali, salvo poi dire “oddio che impressione” e avere gli incubi per una settimana.

Io, ovviamente, non ne sono immune.

Musicalmente non ho moltissimi guilty pleasures, anche se ammetto di aver scaricato Alors on Danse e di averla sentita con i finestrini abbassati e le casse che bestemmiavano… ma è una canzone sola e non conta. Ho avuto il mio momento trash ma è finito quando ho scoperto che praticamente tutte le eroine ghei del genere in realtà sono delle piccole fascistelle. Dunque addio Fa Chic con i suoi biscotti nel tè. addio Zingara come sveglia dell’iPhone e soprattutto addio ai ben 5 (cinque) cd MIX BORGO autoprodotti e successivamente incendiati. Perchè insomma, anche i guilty pleasures devono avere una dignità.

Poi ci sono i guilty pleasures televisivi, che sono i più scandalosi e inconfessabili. I reality, si intende. Ebbene sì. Per qualche anno li ho evitati, ma sono arrivati la chat collettiva prima e facebook poi, e il reality è diventato un rito durante il quale rischiare la morte soffocati dalle patatine (o dai pangoccioli) leggendo gli status altrui e cercando di produrne di altrettanto letali, in un collettivo AHAHAHAHAHAH che è sacro, dopo una giornata passata tra inutili fogli di carta e stupide emails. Sacro.

Sacro nel senso che prenderei a randellate chi si disturba a commentare le visioni altrui sentendosi non si sa bene per quale motivo (e sarei curiosa di saggiare la cultura di questi personaggi) superiore intellettualmente ed eletto, una mosca bianca nella massa di dementi che celebrano la demenza.

Io rivendico invece il mio diritto ad assistere allo spettacolo della demenza spontanea. Senza essere giudicata. Senza essere infilata nelle statistiche da “italiano medio”. Come ad esempio oggi, giornata nella quale si celebra il successo di Vieni Via Con Me, il nuovo programma targato Fazio / Saviano. L’ho ascoltato. Mi sono annoiata a morte e mi si sono rivoltate le budella ad ascoltare tanta retorica da riempirci una collana sempiterna di libri Cuore. E questo, a quanto pare, mi rende ignorante e incivile. Perchè non voglio sentire la storia della camorra in prima serata raccontata da uno che non lo sa fare? Ridateci Superquark, nei secoli dei secoli. O perchè non voglio che Fabio Fazio, Gianfranco Fini, Bersani o una qualche lavoratrice albanese mi raccontino i valori dell’Italia?

La risposta più frequente? Eh ma se l’alternativa è il Grande Fratello… Quindi fatemi capire, l’utilizzo dei congiuntivi corretti rende obbligatoria la visione? E se uno, per caso, ma solo per caso, dopo una giornata di lavoro, di bollette, di estratti conto e figli cagacazzo non avesse granchè voglia di sentire il pippone sulle varie organizzazioni criminali? Ci avete pensato? Io sì, ed è per quel motivo che i grandi ascolti del GF o di C’è Posta Per Te non mi sorprendono per niente. Constatato che, a livello di intrattenimento puro da qualche tempo non esiste più una valida alternativa al reality, non trovo affatto strano che tra la bastonata in stile Tafazzi e due ore di non-pensiero l'”italiano medio” preferisca distrarsi con la demenza altrui.

Qualcuno probabilmente tra i guilty pleasures avrebbe messo anche X Factor Uk e American Idol.. ma considerato che tra pochi giorni assisterò al concerto di un ex aspirante American Idol (che è Adam Lambert) che in un paio d’anni è passato da giornate riempite dal Topexan ad un tour mondiale proprio grazie a quello show, credo di poter senza difficoltà rifiutare la banalizzazione di questi ultimi.

Cinematograficamente invece, è un’altra storia. Se è vero che spesso e volentieri mi addormento con Il Silenzio degli Innocenti perchè quella bella colonna sonora mi rilassa come niente al mondo (almeno fino alla testa nel vaso..ma tanto mi addormento prima), altrettanto spesso invece scelgo tutti quei film di catastrofi naturali (e per naturali intendo cose tipo i vulcani ma anche Bruce Willis) e invasioni aliene che tanto fanno inorridire i cinemaniaci. Compreso mio marito.

Ma chissenefrega, senza vergogna alcuna riguardo alternandoli Dante’s Peak (stupendomi ogni volta del salvataggio del cane), Indipendence Day (alzandomi puntualmente ad applaudire durante il discorso del presidente ai disadattati diventati piloti di jet), The Day After Tomorrow che ha come valore aggiunto la presenza di quel bonazzo di Dennis Quaid che attraversa gli Stati Uniti a piedi durante la glaciazione e arriva a New York in tre giorni e ora che ci penso dovrei decidermi a reperire Vulcano a Los Angeles che racchiude tutte insieme una serie di meraviglie a partire da Tommy Lee Jones fino all’utilissima lezione di vita su come evitare le palle di lava. Mi raccomando fissatele, e scansatevi all’ultimo, se no sono cazzi amari. Un capitolo a parte lo merita Tremors, che è talmente radicato nella mia mente da portarmi, nelle lunghe ore tra una destinazione e l’altra nei deserti di California, Nevada ed Arizona a calcolare mentalmente la distanza tra una roccia e l’altra chiedendomi se sarei riuscita a saltare senza mettere i piedi per terra. Anche lì, la figaggine di Kevin Bacon bilancia la schifezza delle budella di Tremors sparpagliate un pò ovunque per tutto il film, ma il bello di questo genere sta tutto lì: il bonazzo rude possibilmente lurido che salva il mondo.

Un pò come la favola del principe azzurro, per adulti però, cioè per quelli che sanno che per come era descritto il principe azzurro era sicuramente gay e al primo avvistamento di qualcosa di simile ad un drago (o una glaciazione.. o un vermone con dentro altri vermoni.. o un pazzo terrorista tedesco balbuziente) ci avrebbe lasciati lì a soccombere, inevitabilmente.

 

 

 

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~ di muchadoaboutnoth1ng su novembre 16, 2010.

5 Risposte to “Guilty Pleasures”

  1. ahahahahahah, tesoro un post stupendo… mi ha fatto sorridere dall’inizio alla fine, missione ardua in questa giornata di cacca che per fortuna sta per volgere al termine.
    I guilty pleasures sono una cosa strana: li abbiamo tutti ed è stato bello leggere i tuoi. Per quanto mi riguarda c’è una lunga lista musicale, dalla quale spiccano gli Aqua, le Spice Girls e tanti altri miti anni Novanta. Quanto alle canzoni Borgo, come te anche io ho dato fuoco alle varie Viola Valentino e Lorella Cuccarini.

    Non parlo di cinema, essendo un profano (stesso motivo per cui non commento tutti i tuoi post, pur leggendoli rapito), ma posso parlare di telefilm eccome. La lista qui si fa davvero imbarazzante… quindi dovrò porre un minimo di censura (se non altro perchè non conosco tutte le persone che leggono il tuo blog ma il rischio che un giorno le incontri resta alto): Glee (che so che detesti, ma che è un mix stupendo di trash, addominali scolpiti e battute idiote), Greek (che ultimamente mi ha rubato giornate intere), 90210 (altri addominali) e mooooolti altri. Ma è meglio fermarsi qui.

    A quel Paese chi giudica la maniera in cui gli altri si divertono.

    xx from the Big Smoke

  2. Ma non è vero che Paola e Chiara sono un mio guilty pleasure!Cioè..forse si..anzi, si!ahahahhahahahh!Cmq AMOREMIDAI resta una bellissima canzone, ne sono convinto..seriamente!
    Uhh bel post, di piaceri proibiti ce ne sono a quantità industriale ma i reality purtroppo non appartengono più a questa categoria per me, mi annoiano a morte (AMICI escluso).
    Al cinema i miei piaceri proibiti sono i polpettoni: una bella storia d’amore, scene epiche, attori cmq in parte e paesaggi sconfinati. Ad un polpettone raramente dico NO!

  3. Prima di tutto: Beps…………….per favore………aggiungi un PER ME dopo quella frase perchè altrimenti ti devo picchiare selvaggiamente e farti rinsavire!

    Poi…..che post meraviglioso….
    i guilty pleasure sono un piacere quotidiano per forza…io ne ho anche di internettiani, come tutti quei siti e blog di gossip becero, sia nazional popolare, sia internazionale, senza il quale non ha senso comicniare la giornata!
    e dico solo che questo mese mi ero vista un’intera stagione di THE HILLS (non so se mi spiego, anzi, forse non sai ememno cos’è) su internet!!!!!!!!!

    Purtroppo però ho un livello di trash molto personale, per cui certe cose alla barbara d’urso, i momenti imbarazzanti duranti i reality, striscia la notizia, le iene e le urla nei programmi della de filippi………..non li reggo…ma proprio inconsciamente e fisicamente, perchè cambio canale in automatico…perchè non li riesco a guardare ahahahha…
    ed è un peccato, perchè per questo, quest’anno, per la prima volta in dieci anni, non sono ancora riuscita a gurdare una puntata del grande fratello………….
    ora, sto invecchiando io o non esiste più il vero e bel trash di una volta?

  4. @ Roby 🙂 è vero detesto Glee, ma apprezzo che chiami le cose con il loro nome e lo consideri un guilty pleasure, per il resto.. grazie, come al solito. Un bacio fino a Londra!

    @ Beps, non svicolare, tu non vedrai i reality ma guardi i telefilm con i cinni ahahahahahha

  5. @ Isa, il GF per me era un esempio, nemmeno io ho visto neanche una puntata.. ma io e te compensiamo con le splendide serie di Sky, da Hell’s Kitchen a Extreme Makeover! :-))

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