The Beginning of The End // Harry Potter e i Doni della Morte

 

 

Ebbene, la fine è arrivata. Pensavo non arrivasse mai a dire il vero, ricordo come se fosse ieri il momento in cui è uscito il primo film, e mi sembrava così lontana la possibilità che facessero 7 film (poi 8 in realtà) che non mi sono mai fermata più di tanto a pensare a cosa sarebbe accaduto alla fine di tutto.

Non dovrebbe essere una cosa tragica, o traumatica.. in fondo per me la saga è finita quando ho letto il settimo libro, ma inspiegabilmente ieri al cinema è successo qualcosa, e mi sono trovata quasi in lacrime a fissare un serpente strisciare su un tavolo. Seriamente. Forse perchè ho realizzato ora ciò che non avevo realizzato all’epoca dell’uscita del libro, cioè che non ci sarà più nessun Harry Potter. Nessun seguito, nessuna storia, nessun piccolo Potter a portare avanti qualcosa che è partito come un mondo magico per bambini e si è trasformato fino a diventare un vero e proprio universo in cui perdersi e per la cui sorte trattenere il fiato.

Per questo motivo, forse, nonostante io abbia amato poco alcuni dei film precedenti, non li ho mai criticati aspramente come avrei dovuto perchè erano comunque un modo per rimanere legati visivamente a quei personaggi e a quelle storie, con la curiosità di sapere se quelle stesse storie sarebbero state rappresentate come erano nella mia mente. Oppure no.

Solitamente sono dell’idea che un film anche se ispirato da un libro debba comunque reggersi sulle proprie gambe e che andrebbe giudicato come opera a se, non in base ad un paragone con l’originale da  cui è tratta la sceneggiatura. Ma in questo caso metto Harry Potter insieme al Signore degli Anelli (o persino Twilight) e Shakespeare perchè credo che non solo non possono e non devono essere modificati, ma che devono essere giudicati proprio conoscendo l’opera originale in quanto sono tenuti a prendere in considerazione i sentimenti dei lettori.

Per questo ho sopportato poco alcuni film (soprattutto il terzo, ma anche il quarto e Il Principe Mezzosangue su tutti), perchè spesso e volentieri omettevano parti fondamentali togliendo a volte anche un filo di logica a quello che stavano facendo i personaggi ed è proprio quello che invece mi ha soddisfatta di questo episodio.

Diviso in due parti, quindi da questo punto di vista facilitato (ma ben venga, per quanto mi riguarda avrebbero potuto dividere a metà anche il primo che era di un terzo delle pagine, se ciò fosse servito a farlo durare 4 ore anzichè 2) per ora è di sicuro il più fedele non solo all’atmosfera ma anche al romanzo stesso. Se è stato diviso per fare raddioppiare gli incassi poco mi interessa, la sostanza è che quale che sia il motivo finalmente ci sono dettagli che DEVONO esserci e scene fondamentali sono state trattate finalmente in modo adeguato, cosa che non era avvenuta nei capitoli precedenti.

Il film inizia dopo la morte di Silente e ci presenta un mondo che è molto simile a quello della Seconda Guerra Mondiale, richiami forti ai totalitarismi sia a livello estetico che ideologico (emblematico il primo discorso di Voldemort sulla purezza della razza), il governo fatto cadere con sanguinosi omicidi e sostituito da un regime che basa il suo consenso sulla paura: dunque tribunali improvvisati, squadre armate e pronte a picchiare o uccidere chiunque si opponga. E Harry naturalmente diventa il ricercato numero 1 (Undesirable No. 1), il che mette in pericolo ancora una volta la vita di chi decide di affrontare quest’ultimo e finale capitolo della sua vita. E, in caso fallisse, l’ultimo capitolo della vita civile e libera dell’intera umanità.

Insieme a lui ci sono ovviamente Ron e Hermione, a vagare inizialmente senza meta in luogi irrintracciabili e inospitali alla ricerca di un segno che gli faccia capire quale strada prendere per trovare gli Horcrux mancanti, i pezzi mancanti dell’anima di Voldemort.

Non c’è Hogwarts, non ci sono lezioni e non ci sono tanti di quei personaggi di contorno a cui ormai ci eravamo affezionati (ma, e non è uno spoiler perchè penso sia ovvio, torneranno per il gran finale), c’è solo una ricerca interminabile, indizi che sono rompicapi difficilissimi, nascosti dietro ai regali che Silente ha lasciato ai tre componenti predestinati della spedizione. C’è ansia, incertezza, e la colonna sonora di Desplat è perfetta. Certo Williams è Williams, e la colonna sonora de La Pietra Filosofale resta una delle mie preferite in assoluto ma in quel caso si trattava di ricreare qualcosa di magico ma positivo, nuovo, inedito e sorprendente: qui si trattava di rendere l’idea di disperazione, sacrificio e fine e Desplat riesce a farlo in modo ottimo.

Certo non è un film perfetto, soprattutto forse per chi non ha letto i libri e quindi non può comprendere alcuni passaggi in quanto semplicemente non sono stati mostrati nei film precedenti e ora si danno invece per scontati. E come era inevitabile dei dettagli sono stati modificati (in un paio di casi sono quasi saltata sulla sedia, tanto le modifiche erano evidenti e a mio modo di vedere sbagliate ma in generale ciò che è stato tolto non disturba la visione come in precedenza) e  alcuni percorsi sentimentali messi da parte in favore di altri, ma non mi sento di rimproverare alcunchè a Yates che nel complesso è riuscito a ricreare con questo film il romanzo e il mondo di HP, i suoi colori e la magia.

La scena in cui attraverso l’animazione viene spiegata la favola di Beda il Bardo che racconta l’origine dei Doni della Morte è tra le più belle della serie, e ho apprezzato molto anche una delle scene aggiunte ovvero il ballo “consolatorio” di Harry e Hermione nella tenda, che è molto tenero e fa trasparire l’amicizia fortissima che li lega perchè nemmeno per un attimo si ha l’impressione che dietro quel ballo ci sia dell’altro se non la voglia di distrarsi e darsi supporto a vicenda.

I protagonisti mi sono sembrati molto maturati, e va detto che soprattutto Emma Watson l’ho sempre trovata esasperata nella recitazione mentre Daniel Radcliffe al contrario fa una fatica immane a far trasparire una qualsivoglia emozione, quindi sono molto sorpresa dai progressi che sono stati in grado di fare negli ultimi film.

Bravissimo anche Rupert Grint a cui spetta come al solito la parte più difficile, il mostrarsi debole, terrorizzato e geloso, sentimenti a cui invece sembrano immuni, almeno in questo episodio, Harry ed Hermione. Questo lo porta ad essere il personaggio in cui è più facile identificarsi e rende il momento del suo riscatto ancora più potente. Come anticipato Rickman e Bohnam Carter si vedono decisamente poco ma regalano comunque momenti altissimi insieme a Ralph Fiennes che mai come in questo film riesce ad incarnare il male (anche se gli è stato fatto un piccolo “sconto” in cattiveria, che spero però venga recuperato nella seconda parte).

Detto questo, è sicuramente un film per i fan, molto più di quanto lo siano mai stati tutti gli altri, e lo si nota anche dall’utilizzo spesso e volentieri dei dialoghi originali. Spero vivamente che nel secondo riescano ad inserire ciò che è necessario per spiegare alcune cose che in questo primo capitolo non sono chiare e che potrebbero rovinare il secondo film togliendone in parte il senso, ma per il momento questo rimane il miglior film della saga dai tempi de La Pietra Filosofale.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su novembre 21, 2010.

6 Risposte to “The Beginning of The End // Harry Potter e i Doni della Morte”

  1. condivido in pieno il giudizio sui 3 protagonisti che, in questo film, secondo me sono veramente molto bravi. E per fortuna aggiungo ! Perche’ a differenza dei 6 precedenti questo film era molto di piu’ sulle loro spalle, piu’ legato ai loro percorsi emotivi che all’intreccio

  2. Non posso che essere totalmente d’accordo con te in tutto e per tutto. Sono uscito due ore fa dal cinema e mi sento come se fosse finito cinque minuti fa.

    Un capolavoro che mi ha fatto comprendere -come se già non lo sapessi- la grandezze spaventosa di una saga come Harry Potter.
    Io ci sono affezionato da tanto perché mi ha accompagnato durante gli anni dell’adolescenza, sin da quando mi regalarono il primo libro. Per me è più di una storiella, è più di un libro, è qualcosa che mi tengo dentro e custodisco gelosamente.

    Stasera come non mai ho finalmente capito che è il mio libro e film preferito. O saga, mettiamola come vogliamo.

    Perché è l’unico che mi fa emozionare, sorridere e entusiasmare come non mai.

  3. Eh??
    Ho l’impressione di aver visto un film completamente differente…

  4. (Vabbè, era rimasto salvato il link con il vecchio blog di Splinder… ora ho inserito il link giusto).
    Saluti, Lord.

  5. Sì Lord, ho letto il tuo post ieri e ho avuto la stessa impressione.. due film diversi!
    Però dai, partivamo anche da due basi differenti, credo che in questi casi (non starò certo a dire che trattasi di capolavoro assoluto della storia del cinema) i sentimenti c’entrino molto, ma posso capire che non avendo letto i libri questo capitolo è un pò difficile perchè come ho scritto già nei film precedenti hanno omesso cose fondamentali che ora sarebbero tornate utili.

  6. Alberto non potrei essere più d’accordo.
    E’ rassicurante, questa è la prima sensazione che mi viene in mente pensandoci. E se questo ci rende un pò immaturi THANK GOD 🙂

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