Books to Remember // La Vita Oscena, Aldo Nove

Non sono il tipo che esorcizza i momenti di merda alleggerendoli. Mai stata, anzi, se è possibile gradisco arrivare al fondo il prima possibile, per levarmi il pensiero.

Le distrazioni, la musica leggera, i film “da ridere” non fanno per me, anzi mi provocano un forte giramento di palle.

Dunque ieri mattina, posizionatami nel mio comodo letto anni 70 al secondo piano del settore 2 ho iniziato la solita obbligatoria liturgia religiosa. Via le All Star, fuori le cuffie, fuori The Deathly Hallows, via la modalità aereo, una rapida occhiata alla posta e infine lui: Pulse.

Ora, chiunque si lamenti o neghi le potenzialità di iPhone molto probabilmente e altrettanto semplicemente ha due problemi: vorrebbe possederne uno con tutto se stesso ma a) non può averlo b) non avrebbe la minima idea di come utilizzarlo. Non vedo altre possibilità perchè semplicemente non ce ne sono. Certo c’è chi semplicemente è indifferente a tutta la questione, e codesto individuo ha la mia massima stima perchè non è da tutti essere bombardati da qualsiasi tipo di assurda funzione e continuare imperterriti ad usare il telefonino per mandare sms e telefonare. Tant’è che chi mi propone un’argomentazione simile ha automaticamente vinto perchè non riesco proprio a trovare una risposta convincente in questi casi.

Tornando a Pulse, che ha generato questa parentesi, sarebbe una delle tante app di feed readers, aggregatori di feed che permettono di consultare tutte insieme le novità dei blog che si intende seguire. Comodissimo, soprattutto se uno sente la necessità di informarsi aggirando le classiche 4 fonti, e permette inoltre di condividere su Facebook, Twitter e altri lidi le notizie o i post più interessanti. Una tappa obbligata dunque, e tra i blog che seguo più o meno assiduamente c’è quello di Daria Bignardi, dove trovo questo post che attrae subito la mia attenzione: Scusa Mamma Ma Che Cosa Vuol Dire Osceno?

E sempre perchè ho questo problema con l’esorcizzazione del malessere, dopo la frase “La vita oscena mi ha fatto male.” ero già conquistata, pronta a scendere in libreria perchè è provato scientificamente che se un libro fa male beh, allora è il libro giusto. Mica succede tanto spesso. Ti può smuovere, un pò infastidire, farti anche incazzare.. ma quando fa male, è un’altra storia.

Conoscevo già Aldo Nove, grazie a quel magnifico sprezzante e mai tanto attuale delirio che è Superwoobinda, consigliatomi anni fa da un amico, che ci mise poco a folgorarmi, anzi pochissimo. Bastò l’incipit di uno dei racconti:

Ho ammazzato i miei genitori perché usavano un bagnoschiuma assurdo, Pure & Vegetal.
Mia madre diceva che quel bagnoschiuma idrata la pelle ma io uso Vidal e voglio che in casa tutti usino Vidal.

Dopo questa lettura però, non ho più approfondito Nove, e ora onestamente mi chiedo come mai, perchè solo oggi mi sono resa conto di quanto mi sia mancato.

L’aver reso gli ospedali dei quasi centri commerciali è una scelta che mai in vita mia mi sarei immaginata di criticare ma ancora meno avrei immaginato di trovarmi qui a tesserne le lodi ma quando in pieno orario di punta, alle 8 del mattino, vedo i tre commessi affaccendarsi alla ricerca dell’unica copia rimasta del libro mi si stringe il cuore: cose che non si vedono nemmeno nelle librerie del centro, dove in teoria esisterebbe una postazione apposita occupata da qualcuno che sempre in teoria sarebbe pagato per rispondere alle mie domande e cercare i libri che gli chiedo.

Dunque lodi ai pavidi commessi e lodi, quando ci vuole ci vuole, anche alla Bignardi. Perchè ci pensavo, leggendo il libro tutto d’un fiato questa mattina, superando dolorosamente la prima parte per inoltrarmi negli abissi della seconda: non dev’essere facile rispondere a tua figlia che ti chiede il senso di “una vita oscena” proprio mentre pochi centimetri più in la parole come quelle ti scivolano addosso come sassate.

Ci voleva, oggi, un libro del genere, ma sono perfettamente consapevole del fatto che no, non è per tutti. Quindi vi do la possibilità di scegliere. Un altro incipit, questa volta un pò più lungo, e poi sarete voi a decidere se potrete, o vorrete, entrare nella rete degli scrittori cannibali. Cannibali delle loro stesse anime, ma anche delle nostre. Io prego che, al contrario di quanto ho letto un pò ovunque oggi documentandomi per questo post, che non siano finiti.

Uno

Mio padre morì all’improvviso, di ictus.
Gli sopravvisse mia madre, malata da anni di cancro.
Sarebbe dovuta morire prima lei.
Tutti aspettavamo la morte di mia madre.
Ogni giorno, da quattro anni.
Non se ne parlava.
Lo si sapeva, tutti lo sapevano.
Quello era vivere la morte.
La morte di mia madre.

Invece, morì lui.
Mia madre la prese come un’offesa inimmaginabile.
Sì. Era morto prima lui.
Per anni lei aveva lottato contro il cancro.
Adesso era rimasta da sola.
Sola con me e mio fratello.
Io avevo quattordici anni.
Mio fratello otto meno di me.
Da quattro anni ero alcolizzato.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su novembre 26, 2010.

10 Risposte to “Books to Remember // La Vita Oscena, Aldo Nove”

  1. Poi uno dice this is not a coincidence. Lo sai che oggi alla feltrinelli volevo prenderlo? Ho letto su Vanity proprio ieri, sul treno per Milano, un articolo della Daria che ne parlava e ho pensato subito che dovevo leggerlo. Questo tuo post non fa che confermarlo, questo fine settimana lo compro di sicuro.

    • Fammi sapere poi che ne pensi, anche io sono stata letteralmente stregata dal post su Vanity anche perchè in questo momento avevo in coda almeno 10 altri libri, ma ho dovuto prenderlo, e leggerlo, subito.

  2. Steso! Non sono un lettore di libri compulsivo, anzi, nonostante poi quando ne comincio uno lo divoro in poco tempo. E calcolando che l’ultimo che mi hai consigliato l’ho letto in due giorni da quanto era bello non posso esimermi da prendere pure questo 😉 Anche perchè il secondo incipit è mortale

    • Ti ho pensato subito, neanche a dirlo. Ti piacerà, e magari se ti va approfondisci con gli altri libri suoi. La Santacroce la conosci? Io sono uscita un pò dal suo giro, soprattutto perchè i suoi due ultimi libri non mi sono piaciuti per niente (anzi diciamo pure che se il penultimo era forte, l’ultimo secondo me è solo un esercizio di provocazione gratuita), però ti consiglio di leggere qualcosa, soprattutto i primi.
      Sono pronta a scommettere che adoreresti.

  3. Lui lo intervistammo alle civiche quando alcuni miei amici del corso di sceneggiatura fecero su di lui il saggio di fine anno, un documentario. Un personaggio decisamnete atipico e (anche) per questo da ammirare.
    Un incipit fortissimo che sicuramente mi attrae, ma non ora.
    Tuttavia concordo con le prime righe del tuo post in modo assoluto. Se sto male preferisco farmi del male e portarmi all’estremo per poi risalire anzichè tuffarmi nel mare della finta felicità.Già quella vera è un’utopia, figuriamoci quella falsa.

    • Davvero? Non lo sapevo! Non ho mai visto una sua intervista (e non l’ho vista neanche venerdì sera dalla Daria visto che la7 è completamente morto) ma sono curiosa di sentirlo parlare. Figa l’idea di fare su di lui il saggio di fine anno dei tuoi “colleghi”!

      • Si si e se conti che l’altro saggio, il mio, è stato poi oggetto di censura in quanto a capo della scuola c’era allora una commissione di CL, diciamo che è stato un anno ribelle:-)))))

  4. Mi ha sempre incuriosito questo scrittore, ma con la mia pregiudiziale su tutto ciò che è italiano…non ho mai approfondito.
    Chissà perchè però questo nuovo libro lo incorcio ovunque, tv, giornali ora tu….

    dovrei prorpio decidermi ad approfondire!

    bellissimo post, ad ogni modo!

    • Grazie Isa 😉
      Anche a me ha sorpreso molto tutta questa visibilità, soprattutto in questo periodo dove ti aspetti che più che altro si pubblicizzino i libri della D’Urso, per esorcizzare la crisi.
      Magari però inizia da Superwoobinda, è meno ostico!

  5. muchas gracias del sonsilios!
    il libro della d’urso mi fa letteralmente PAURA!

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