The Gayest Friday Ever

Il giorno venerdì 11 febbraio 2011 verrà ricordato come una delle giornate campali per la comunità omosessuale italiana.

E non per quisquilie quali il riconoscimento dei diritti civili, il matrimonio o l’adozione per le coppie omosessuali,  no, niente di tutto questo.

Bensì per due eventi tra i più camp che la storia recente ricordi: l’uscita del nuovo singolo di Lady Gaga e di Burlesque.

Per quanto riguarda il primo c’è poco da fare: non ho mai visto in vita mia un delirio tale (in negativo e in positivo) generato dall’uscita in radio di un singolo. Mai. Sarà che i social network esistono da poco ma se la mia pagina Facebook avesse anche l’audio avrei sentito per tutta la giornata un misto di urla isteriche con picchi che neanche Mariah ai tempi d’oro e insulti e bestemmie e canzoni di Madonna sparate in loop per esorcizzare il mostro, anzi The Mother Monster, che nonostante i vani tentativi di sembrare buona magnanima e tenera con questa comunità fa più paura di Hannibal Lecter.

Il testo è un inno, un inno un pò banale nel testo ma whatever, Lady Gaga non è Bob Dylan e una canzone alla Bob Dylan come inno gay ci sarebbe stata come la nutella sulle tagliatelle. – e no, sono stata troppo tempo all’interno di questa comunità per accettare critiche sul “luogo comune”: non lo è -.

E’ un pezzo che distruggerà le piste da ballo, e il primo pezzo di questa portata in cui viene presentata tutta la comunità omosessuale, transgender compresi, un grido di libertà da domenica sera sudato e alcolico. What we need, insomma.

Poi mi rendo conto di avere probabilmente le orecchie foderate di pilu (ma magari..) ma io non riesco a sentire Express Yourself neanche se mi impegno, quindi mi sento un pò fuori da tutta la polemica che si è allargata come un virus fino ad arrivare a “trendare” twitter.. ma forse anche questo è un segno di quanto è immenso, in questo momento, il potere mediatico che ha la piccola Germy.

Il fatto che il canale Youtube ufficiale di Madonna si sia sentito in dovere di caricare il video dell’esibizione ai VMA’s (e considerato che il suo staff è una sorta di onlus dove la gente viene pagata per beneficenza visto che fanno NULLA e la promozione gliela facciamo noi gratis la cosa fa ancora più ridere) un pò mi rattrista perchè comincio a vedere i primi deliri da star dominante che non divide il palcoscenico ma tant’è, se così dev’essere così sia. Chi ci guadagnerà da questo atteggiamento alla lunga non è difficile immaginarlo però.

Ma torniamo a noi, in fondo era il camp week end quindi non rattristiamoci e andiamo avanti con Burlesque, che è quanto di più camp si possa immaginare: Cher. Christina Aguilera. Burlesque ovvero: tante donne poche tette. L’assistente gay che ruba i fidanzati alla ballerina. Un bono da paura con spogliarello in 3 fasi. Balletti. Coreografie. La rivalsa della ragazza di provincia.

Gli ingredienti ci sono tutti e devo ammettere, sono amalgamati molto meglio di quanto pensassi. Insomma ero entusiasta di questa uscita ma senza troppe pretese, mi bastava anche il ritorno di Cher in un ruolo importante per essere soddisfatta, invece mi sono dovuta ricredere perchè è un film onestissimo, senza la pretesa di essere questo grande capolavoro ma un paio d’ore di puro intrattenimento.

I numeri musicali (dei quali avevo un pò paura visto il problema che ho con le urla inopportune della Aguilera) mi sono piaciuti, ben orchestrati e visivamente bellissimi (lodi alla fotografia), le canzoni sono tutte strepitose (sono una romanticona…………..no non è vero un cazzo ma tentavo di giustificare il fatto che le mie preferite sono Bound to You e You Haven’t Seen the Last of Me), la storia non è nemmeno così inesistente perchè oltre alla scalata verso il successo della protagonista (e ho apprezzato che non sia finito con l’uscita di un disco o una performance allo Staples Center ma si sia limitato al successo in piccolo, il che rende tutto un pochino più credibile) ci sono anche le difficoltà economiche della proprietaria del locale e i suoi sforzi per salvarlo, i problemi di alcolismo e maternità inaspettata delle ballerine, i sogni, gli amori vaghi e dimenticabili, i regali.. le Laboutin.

La Aguilera è brava, più brava di quanto immaginassi soprattutto trattandosi di un debutto, è bella quanto basta, non tanto bella da rendere inverosimile il racconto ma è Cher l’unica donna del film. Ogni volta che compare è come se sul resto del cast apparisse una coltre di nebbia che rende impossibile concentrarsi su altro. E’ questo, ho sempre pensato, ciò che fa di una grande Diva una Diva da D maiuscola… la presenza. Lei non fa quasi nulla in certi momenti, entra in scena e distrugge tutto con una parola.

Inoltre, e qui mi si perdoni il momento vagamente gerontofilo, è di una bellezza sconvolgente in certe inquadrature.

La scena fondamentale? Cher che distrugge con un piede di porco (mai più senza) il finestrino di una delle ballerine che si è permessa di utilizzare l’aggettivo proibito: Vecchia. Una scena che riassume bene, benissimo, tutto questo intenso week end Pop.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su febbraio 13, 2011.

7 Risposte to “The Gayest Friday Ever”

  1. ahahahaha amo!!!!!!!!!!! ❤ ieri non l'ho visto.. ci vado questa settimana, e la tua recensione mi conforta parecchio

  2. Bellissimo post Kia ❤

    Sulla Gaga non mi pronuncio perchè ho deciso di entrare in silenzio stampa sull'argomento, tanto non ne vale la pena. Burlesque a questo punto lo voglio vedere, non mi interessava molto perchè mi sta abbastanza sulle palle la Aguilera, ma tanta gayezza va premiata a prescindere ahahah. E poi c'è Cher

    • Io lo dico sempre ma poi questa cazzo di voglia di parlare che ho vince, ogni volta 😉 E l’associazione Burlesque era troppo ghiotta!
      Guardalo e poi dimmi.

  3. Burlesque è un film con una sua dignità e una sua anima e questa è la cosa più importante: dai poster al trailer ero terrorizzato di ritrovarmi davanti ad una brutta copia di Moulin Rouge e Chicago e invece questi vengono solo intelligentemente citati! La Aguilera ha vinto la sua scomessa diventando la cantante che ha fatto il debutto migliore al cinema tra le starlette dei gg nostri!Se non altro non ha avuto subito le pretese di recitare, ma ha utilizzato i suoi pregi (la bella voce, la presenza scenica prorompente) come mezzo. Brava CriCri!
    Cher, mio dio. Dite finchè volete le cazzate sulla chirurgia, chissenefrega. Ma quando una ha il carisma di Cher, che con il solo sguardo ti schiaccia, tutto il resto perde d’importanza.
    Concludo elogiando l’ottima interpretazione di Cam Gigandet: come ti prepara lui la colazione..NESSUNO MAI!

    • Ahahahahah! Come darti torto, un paio di colazioni me le sarei fatta preparare anche io, altrochè!
      Stupendo, e con l’eyeliner anche meglio 🙂
      Concordo su Xtina, un esordio davvero promettente e intelligente perchè non ha voluto strafare.

      Cher è Cher *_*

  4. Ah, l’amore che traspare per Cherilina in questo post!! *__*

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