Poetry

Poetry è uno di quei film che fa paura.
A tutti. Ai distributori (rendiamo grazie alla Tucker Film che dopo Departures si dimostra ancora una delle case distribuzione più coraggiose), a chi al cinema ci va ma più per distrarsi. E anche a chi ci va puntandoci tutto come sul cavallo dato per vincente perchè visto come vanno le cose ultimamente, non si sa mai.

E’ un film coreano, pregiudizio numero uno. A questo non saprei come rispondere perchè per quanto mi riguarda questa è più che altro un’attrattiva ma se voi invecec lo avete, questa volta provate a superarlo.
Dura 2 ore e mezza, quasi, altro elemento che se rivelato fa scappare gli spettatori a gambe levate (spettatori che non considerano che roba come Tron dura poco meno): a questo punto posso solo ribattere dicendo che non ho mai sentito così poco la durata di un film come in questo caso. Benchè si prenda i suoi tempi niente è di troppo, nemmeno i silenzi.

Questo film è un pò come una poesia, ti stimola a guardare, a vedere e a dare un significato a ciò che vediamo. Ad interpretare la realtà, i gesti quotidiani e a rivelarne la meraviglia che l’abitudine ha offuscato.
Poesia che è anche e soprattutto, come dice alla protagonista Mija l’insegnante del corso che frequenta, scoprire la bellezza in ogni cosa, anche in quella in apparenza più brutta.
Che sia un temporale improvviso in riva ad un fiume, una susina caduta da un albero o una semplice mela, la luce che filtra tra i rami di un albero, il vento che ne smuove le foglie o perfino ciò che si è disposti a fare per salvare il proprio nipote.
Nonostante tutto. Nonostante si sia macchiato di un crimine orrendo, che per tutto il film Mija (enorme, immensa Jeong-hie Yun) cerca di comprendere e accettare. Reazione che è l’opposto di quella che ha quando su di lei piomba la diagnosi dell’Alzheimer: lo rifiuta, lo ignora, lo combatte cercando di batterlo sul tempo creando una poesia che le sopravviva.

Tutto è sottile, rarefatto. Delicato. Non c’è retorica, niente viene sbattuto in faccia allo spettatore per provocarne una reazione e – cosa che ho apprezzato molto – il regista non utilizza la colonna sonora come facile mezzo per aumentare il pathos di alcune scene. Non è da tutti creare pathos con il silenzio e a Lee Chang-Dong questo riesce in maniera sublime.

Non credo di esagerare se dico che è uno dei film più belli del 2010.
E’ un film pieno di dignità e di dolcezza, che non da risposte ma da la possibilità di crearne di proprie secondo l’esperienza personale, come se la pellicola fosse un foglio bianco sul quale scrivere la propria poesia.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su aprile 13, 2011.

7 Risposte to “Poetry”

  1. Uuh alla fine l’hai visto, contento sia piaciuto!
    Mi aveva svuotato, c’è una gestione dei tempi così dilatata eppure inesorabile che fa stare male e anche io, se dovessi definirlo con un aggettivo, direi “dignitoso”. Dignitoso nel descrivere questa piccola grande donna presa a bastonate dal dolore, ma capace ancora di aprirsi alla vita. Amato la scena in cui torna al fiume. Bellissima recensione 🙂

    • Grazie Diè!
      Sì, al cinema.. nella sala più silenziosa che mi sia capitata di incontrare nonostante fosse piena. E’ stata una vera fortuna.
      Un film bellissimo, un vero gioiello.

  2. Concordo su tutto. Un film che vive grazie ai festival e che grazie ai festival riesce a trovare distribuzione fuori dal proprio Paese. Jeong-hie Yun dipinge un personaggio che, non esagero, resterà indelebile in questo 2011: le sue mise eleganti, impeccabili, i suoi discorsi che in un primo momento possono sembrare fuorvianti ma che invece celano un senso più profondo. L’ho davvero amata molto. E la scena della susina è meravigliosa.Intensa, drammatica ma anche con un alone di speranza nel sottotesto. Bellissimo.
    Consiglio anche Mother, altro bellissimo film:
    http://www.imdb.com/title/tt1216496/

  3. Oh Beps ti scippo il consiglio per Mother che mi ispira un casino e lo guarderò quanto prima 😛

    Per il film che dire, avete già detto tutto, aggiungo solo che so di fruitori “occasionali” di cinema a cui l’ho consigliato che si sono sfrcellati le palle a vederlo, e ancora non capisco come sia possibile. Ma succede spesso quindi ormai sono rassegnato ahahah

  4. Beh non è un film per tutti, se lo dovessi consigliare all’85% delle persone che conosco, queste poi mi rincorrerebbero con una motosega per farmi a pezzi, probabilmente.Ahahahah!

    Mother è un film stupendo con una protagonista altrettando immensa e per certi versi è un film ancora più doloroso di questo. Cmq la nuova ondata di film asiatici è davvero da tenere sott’occhio: pessimista ma speranzosa, e comunque mai meccanica e volta a farti piangere a tutti i costi.

    • Io questa settimana ho deciso di rischiare e l’ho passato ad una persona: per gente come noi è un pò un gesto di fiducia.
      Speriamo non cada nel vuoto 😉

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