Habemus Nanni

Non avevo la minima idea di cosa aspettarmi questa volta.  Ho evitato di proposito qualsiasi recensione e l’unica cosa che ho avuto modo di vedere prima di ieri sera è stato il teaser dal quale si capiva poco o niente. Avevo anche di proposito evitato le interviste di Nanni dove a quanto ne so pare si sia trovato a dover difendere un film che non era quello girato da lui.

Già, perchè se c’è una cosa che è ovvia e si conferma tale dopo la visione è che questo film è stato giudicato senza che nessuno si sia fermato prima a vederlo. Assurdo. Film provocatorio, film di sinistra, film CONTRO la chiesa. Insomma devi istituire la polemica del secolo e ti pagano per farlo, ma puoi per favore investire queste due ore  e guardarlo? Eddai.

Habemus Papam, e questa volta non ho timore alcuno di utilizzare questo termine, è un capolavoro. L’idea è geniale, sviluppata in una sceneggiatura che poteva risultare buona per dieci minuti per stancare subito dopo e che invece è piena di spunti sorprendenti che tengono alta l’attenzione (e la tensione) fino alla fine. Tanto che sul finale mi è venuto da chiedere quasi ad alta voce “non ce ne potevi dare di più, Nanni?”.

Moretti qui è al suo meglio, ironico (autoironico, il che farà contento chi lo considera troppo serio e pieno di sè), perfino un pò in disparte nonostante sia lui a regalare al film la ventata di freschezza decisiva che evita al film di diventare lento e immobile cosa che sarebbe stata quasi inevitabile se avesse scelto di parlare solo ed esclusivamente del neo eletto Papa e dei suoi drammi esistenziali.
E’ proprio il contorno ad essere vincente, la rilettura e la visione di Moretti di ciò che è il clero ai massimi livelli è tutto fuorchè irrispettosa e trovo l’espediente del prolungamento della convivenza forzata per svelare umanità di ogni singolo membro del conclave semplicemente geniale.

Per una volta vediamo il Vaticano con leggerezza, un Vaticano per una volta a servizio del film e non viceversa, un Vaticano che si fa scenografia, location e si spoglia minuto dopo minuto della solennità a cui soprattutto noi italiani siamo abituati. Certo si ironizza sull’inutilità e la ridondanza di certi gesti e di certe procedure come è lecito fare ma non ho visto nulla che facesse pensare ad un “attacco” vero e proprio.

In parallelo corre la storia del Papa spaventato (Michel Piccoli, di una dolcezza disarmante), che non riesce ad accettare il compito che gli è stato affidato, la sua portata, il suo significato e le responsabilità che si porta dietro. Abbastanza emblematica la scena in cui tutti i presenti al conclave sperano, pregando proprio quel Dio a cui spetta (almeno teoricamente) la decisione affinchè scelga qualcun’altro.

Non aggiungo altro per non rovinare la sopresa perchè mai come in questo caso andare al cinema senza sapere nulla è fondamentale, ma posso dirvi perchè DOVETE andare a vederlo.

Habemus Papam è un film divertente ma sottile, che commuove portando a termine un compito impossibile come rendere reale e umana la figura di un Papa, il più degno e per questo il più sbagliato, senza però servirsi di facili espedienti come l’effettone mistico o il dramma esasperato. Ma è anche divertente in un modo particolare sempre oscillando al limite tra il comico e quell’aspetto tragico sempre dietro l’angolo alla fine di una risata. La fotografia è ottima ma è dal punto di vista registico che Moretti sembra tornato ai vecchi fasti: alcune scene sono così cariche di poesia che lasciano attoniti (mi viene da pensare alla scena in cui nelle stanze del Vaticano iniziano a risuonare le note di una canzone spagnola,  “Todo Cambia” di Mercedes Sosa,  che successivamente viene cantata da una ragazza a Piccoli, solitario per le strade di Roma, oppure quella già citata delle preghiere sovrapposte durante il conclave) e nella sua laicità ci regala il più religioso dei film.

Habemus Nanni.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su aprile 22, 2011.

3 Risposte to “Habemus Nanni”

  1. BAVA ALLA BOCCA! Sai bene quanto ami Nanni e al momento sono incazzato nero perchè qui da me non è ancora uscito, uff. All’inizio sottolinei una grande verità: fermo restando che il suo cinema possa non piacere (evvabbè nessuno è perfetto) tutte le volte che ne sento parlare male si palesa la non conoscenza del suo cinema. “E’ un sinistroide che fa film per il SUO pubblico!”… basterebbe APRILE per mettere a tacere sta’ stronzata “E’ serioso!”… beh probabilmente lo è per chi ride solo coi Vanzina e Zelig. Il problema è che avere un’identità cinematografica ora in Italia è un problema. Assurdo che uno dei pochi autori che abbiamo debba subire ad ogni uscita certi inutili teatrini.

  2. Io non sono rimasto così entusiasta, però Moretti conferma di essere uno dei due migliori registi italiani in circolazione. L’altro è Sorrentino, che tra l’altro lo sfiderà a Cannes in quella che è una vera e propria sfida tra i due pesi massimi del nostro cinema.

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