Country is as country does!

Avevo 4 anni. E’ incredibile come certe cose si ricordino distintamente al contrario di altre (cit.), e la mattina da cui parte questa storia è una di quelle cose di cui ti sembra di avere un filmato nella testa.

All’epoca mio padre gestiva una videoteca e questo ci permetteva di vedere tutto o quasi quello che usciva o che addirittura non usciva in Italia come nel caso di alcune videocassette musicali che era difficile trovare se non nei negozi specializzati. Così quella mattina venne da me con un sacchetto dal quale tirai subito fuori una cassetta con la custodia verde e in copertina quelli che a me sembravano due angeli. Letteralmente, ricordo che dissi proprio così: “Papà ma chi è, è un angelo!”

Era la cover del live Kenny & Dolly: Real Love ed entrambi apparivano tutti scintillanti, come se brillassero di luce propria.. lei vestita di nero, lui di bianco, tutti pailettati.

Da quel giorno vidi quella videocassetta praticamente una volta alla settimana, alternandola a quella di Fiori D’Acciaio (perchè sì, Dolly sarà sempre Truvy per quanto mi riguarda, che mi ha insegnato tra le altre cose che non si esce di casa senza bustino e che è meglio diffidare di chi si fa i capelli da solo) con quell’ossessione tipica dei bambini che non si stancano mai di rivedere le stesse cose, e ricordo che ciò che più mi colpiva pur non capendo ovviamente una parola di quello che dicevano era la felicità che emanavano. Le risate. Il sorriso sulle labbra, sempre.
Mi affezionai a loro e in modo particolare a Dolly, perché aveva questo modo rassicurante e onesto di raccontare le cose che traspariva da ogni gesto, ogni canzone o battuta assolutamente unico, come unica era la forza del messaggio che lanciava, nonostante non riuscissi ancora a decifrarlo.

Non sono sicura che il suo aspetto esteriore abbia in qualche modo contribuito, certo ricordo che trovavo incredibile che avesse quelle unghie e ci suonasse la chitarra, che avesse quelle tette e quei capelli e se li portasse dietro con tanta sicurezza; solo con gli anni, e approfondendone i testi, mi sono resa conto che per quanto possa dare l’idea a prima vista di qualcosa di artefatto, Dolly è l’artista più sincera che conosca. Non credo esista esempio più lampante del detto “don’t judge a book by its cover”, perché dietro la facciata eccessiva (sulla quale tra l’altro scherza lei stessa spesso e volentieri), dietro a quel suo essere una specie di drag queen campagnola con immense cofane e abiti scintillanti, tacchi altissimi e un viso che ha scelto di modificare anno dopo anno, radicalmente, dietro a tutte queste cose si nasconde una delle più grandi songwriters americane di sempre.
Quello che si riesce a comprendere dell’America di un determinato periodo e in particolare delle zone rurali sentendo le sue canzoni è impossibile farlo in altro modo perchè Dolly (come il country stesso e il folk, che amo per questo motivo) è la versione “moderna” dei racconti tramandati di generazione in generazione: i suoi testi danno un’idea chiarissima di quella che doveva essere ed è la vita di una determinata parte della popolazione, proprio come grazie a Springsteen abbiamo un’idea chiarissima della vita e dei sogni dei blue collars.

Non sono mai stata il tipo che preferisce la musica che solleva il morale e ho sempre considerato belle le canzoni alla fine delle quali sei con la testa nel forno e la mano nel tritarifiuti.. così per andare sul sicuro, quindi non è esattamente una delle mie argomentazioni di punta quella che segue ma: Dolly mette di buon’umore. Punto. Se dovesse servirvi un motivo che non è nessuno di quelli che posso aver elencato sopra, questo fa al caso vostro.
Mette il sorriso, ti fa sentire in pace con il mondo e perché no, anche vicino alla spiritualità senza il bisogno di usare paroloni: Hallelujah, he’s alive! ti trovi a urlare in macchina, e ti ci fa credere nonostante tu sia il più fervente degli atei. Non è spiritualità spicciola, intendiamoci. Ma non è nemmeno nulla di filosofico: è quella religiosità che deriva dalla povertà e dal dovere per forza vedere qualche cosa, un senso, dietro alla vita che ci si trova a vivere. Non dico di condividere questo punto di vista, ma un po’ come per il Gospel credo che anche nel caso di Dolly l’utilizzo di Dio come destinatario delle canzoni non le renda incomprensibili a chi non crede, sempre però che si sia abbastanza aperti da ascoltarle come se fossero storie, e basta. E sono belle storie, di un’umanità affamata, personaggi assurdi e mitologici, amori rubati, amori finiti e alla fine di tutto questo, incredibilmente: ottimismo. E’ proprio in questo ossimoro che sta il senso della musica country: le lacrime sono necessarie, per farti apprezzare le buone giornate.

Tutto questo preambolo per rendere comprensibile perché fosse così importante e surreale per me incontrarla, perché se vedere tutta la propria vita riassunta in un un’unica persona è difficile, riuscire a metterle un braccio intorno alla vita e sentirsi ringraziare di essere lì è incredibile.

E lo è stato. Dannazione, io ancora non ci posso credere. Sento l’ansia che minuti prima a momenti non mi faceva vomitare nei cestini dell’arena, con la gente che passava a fissava i nostri pass attaccati alle magliette. E sento ancora il tartan sotto le mie mani, il fatto che pensassi, non so perchè, che probabilmente non avesse mai fatto prima un meet and greet con il tartan né tantomeno senza neanche un brillantino.  Vedere i suoi capelli e pensare che cazzo me lo potevo anche portare un phon invece di fare asciugare i capelli all’aria. Il sorriso ebete che ho avuto in faccia fissandola mentre faceva le foto con gli altri vincitori, il fatto che mi sembrasse minuscola. Quella risata che aspettavo arrivasse proprio a me da più di 20 anni e grazie all’iPhone sarà mia per sempre e poi thanks for being a fan e la mano che mentre mi allontano rimane nella sua e non ho ancora capito chi delle due non volesse lasciare l’altra. Probabilmente io, inconsciamente, ma in fondo ero io che me ne stavo andando, no? Preferisco pensare volesse dirmi qualcosa, tenendomi per un momento la mano e lasciandola poi lentamente, quasi che avesse capito qualcosa guardandomi negli occhi, in quei pochissimi secondi. Che ci avesse letto questo post, forse.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su agosto 23, 2011.

25 Risposte to “Country is as country does!”

  1. Adoro il finale del tuo post.
    Come adoro il sorriso da ebete, quasi plasticoso e da paresi del tuo volto che, però, per uno che ti conosce come ti conosco io, risulta comunque insolitamente pieno di gioia e meraviglia, dato che i tuoi occhi lo accompagnano in maniera formidabile, non ti ho mai vista con quegli occhi, e anche se il tuo sorriso fa un pò effetto, ed è buffo, mi auguro di rivedertelo stampato in faccia anche dal vivo, significherebbe aver battuto la Dolly, significherebbe regalato un momento di gioia impagabile.

  2. Uno splendido racconto, che racconta di due persone splendide. Una la conosco, l’altra no, se non attraverso te. A leggerti viene anche a me da voler bene a Dolly Parton, e mi viene la voglia di prenotare un biglietto per Nashville ora, per andare a Dollywood. Magari ci andremo un giorno, magari l’anno prossimo (pensiamo a New York ora). Per il momento, ti posso dire che da quando mi hai accompagnato in stazione per andare in aeroporto la settimana scorsa non faccio che ascoltare la sua versione di Star Spangled Banner. E l’America mi torna nel cuore, ammesso che se ne sia mai andata. La foto è spettacolare, e come ha detto Daniele il tuo sorriso impagabile.

    • Per chi come noi l’America la vive come una patria per una serie di motivi che non si possono spiegare, questa è una delle cose che inevitabilmente ci uniranno sempre. Ascolta il mio consiglio e vai a vederla a Londra. E pensami!

  3. Come ti ho detto più volte, per me tu nella vita ,ed intendo proprio come lavoro, dovresti scrivere. Ogni mio commento sarebbe superfluo a questo punto. Però ti ringrazio per questo post meraviglioso.

  4. Riesci sempre a farmi scendere la lacrimuccia, ma col sorriso stampato in faccia…

  5. No una cosa la voglio dire però. Sei 10.000 volte più bella quando ridi! Io sono fan anche della Chiara “sguardo che ti uccide”, ma spero che arrivi presto anche la Chiara “sguardo e sorriso che ti scioglie” . Intanto grazie a Dolly che ci ha permesso di vederla immortalata insieme a lei! 🙂

  6. No vabbè, che post bellissimo K… si, il finale è emozionantissimo, sembra di vedere la scena, di essere lì, e di fissare quelle mani che si toccano…. come un film! Chissà che emozione. La foto è stupenda, siete bellissime, sono le esperienze di una vita davvero. Evviva!

    • Grazie Uzzo. Queste sono esperienze che si portano dietro un carico di emozioni immenso. E fanculo a chi non lo capisce.

  7. E vabbè.. è un post meraviglioso, uno dei più belli che tu abbia scritto. Averlo letto mi ha fatto sentire in pace col mondo, una volta smaltito il fiume di lacrime : )

    Jimmy

    • :-** secondo me è anche perchè l’hai letto dopo aver fatto il contadino Jimmy!
      Scherzi a parte, ti ho ricambiato il favore perchè è l’effetto che fanno a me i tuoi post, sempre.

  8. Amoti!!!
    Adoro questi post in cui si mette del personale ricordando eventi o fatti della propria vita per poi arrivare a parlare della personalità di turno che amiamo.
    La foto è bellissima, traspare felicità ovunque. E dici bene quando dici che ascoltare la Dolly fa bene!

    • Lovely husband. Sarebbe stato più bello se ci fossi stato anche tu, ma un pò c’eri lo stesso :-*

  9. il tuo post e le tue foto mi han fatto venir i brividoni di emozione. ooooooooooooh *-*

  10. Kiaaaaa :* post splendido, e davvero, io non credo di aver mai visto una foto in cui sorridi così, è meraviglioso e te lo meriti.

    Però ti prego dimmi che anche solo di sfuggita le hai toccato i capelli, dev’essere una sensazione irripetibile ahahah

    • Li toccavo con i miei i suoi capelli e onestamente… credevo fossero un blocco unico invece non è così ahahahaha
      Grazie tesoro!

  11. Vabbè i vostri commenti mi hanno uccisa uno dopo l’altro. Grazie.

  12. *_* farti i complimenti per come scrivi e per i bellissimi post è superfluo, lo sai che per me dovresti fare questo lavoro di professione. detto ciò grazie grazie e grazie per avermi fatto conoscere tramite questo articolo dolly Parton e a trasmettermi emozioni forti, curiosità e voglia di approfondire. Adoro il finale,straordinario

  13. Oh santo cielo, mi sono distratto un attimo e stavo per perdere questo post meraviglioso! Perdona il colpevole ritardo. Innanzitutto AAAAAAAAAAAAAAAAHHH!!! Non avevo capito che l’avevi anche incontrata. Ripeto quello che ti ho già detto dopo avere visto (e soprattutto sentito) Little Sparrow: come cazzo è possibile che sei ancora in vita? Ahah! Il resto del post è… vabbè, non so nemmeno cosa dire se non “ma che infanzia di merda ho avuto!?” Bonariamente invidio questi ricordi così vividi e significativi. Sono contento tu abbia visto questo live Kià :*

    • E io mi sono persa la tua risposta, evidentemente!
      Guarda lo show è stato qualcosa di incredibile, spero vivamente lo faccia uscire in dvd perchè devi vederlo.
      Eh già, son passati mesi ma ancora non me ne capacito.. potrei dire che è stata fortuna ma in realtà la fortuna uno se la crea, no?

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