But no, no, John Hughes did not direct my life // Super 8

 

I want John Cusack holding a boombox outside my window. I wanna ride off on a lawnmower with Patrick Dempsey. I want Jake from Sixteen Candles waiting outside the church for me. I want Judd Nelson thrusting his fist into the air because he knows he got me. Just once I want my life to be like an 80’s movie, preferably one with a really awesome musical number for no apparent reason. But no, no, John Hughes did not direct my life.

La citazione qui sopra è presa da Easy A, una delle commedie migliori degli ultimi anni e che riassume bene il senso di ciò che sto per dire, cioè:  Ridateci John Hughes

E’ vero, i ragazzini di ora non hanno più bisogno di film “da ragazzini”. O meglio, ne avrebbero bisogno, ne avrebbero avuto bisogno prima di passare direttamente dal pannolino alle bestemmie.. ma ora è troppo tardi.
Ed è un peccato, perchè crescono già con Jersey Shore e saltano tutta quella parte fondamentale dove tendenzialmente non dovresti vedere o intravedere più di un limone, dove dovresti immaginarti le cose.. provarle ed emozionarti, prima di farle.

Noi invece, siamo stati fortunati. Siamo stati cullati, cresciuti ed educati da John Hughes e da Steven Spielberg, abbiamo conservato un pò di innocenza illudendoci di cose assurde, tipo che un bonazzo come John Cusack ti si potesse presentare davanti alla porta con una radio in mano… o che se una sfigata come la Bella in Rosa alla fine usciva vincitrice beh, potevamo farcela tutti.

Abbiamo imparato a bigiare con Una Pazza Giornata di Vacanza, sognato i pirati e avventure pazzesche con Ritorno al Futuro e i Goonies che probabilmente hanno anche plasmato un senso dell’amicizia che ci portiamo dietro tutt’ora.

Illusi, forse, ma fortunati senz’altro. Per questo un film come Super 8 è stato percepito più che altro come un’operazione nostalgia che non un film per ragazzi dell’età a cui era destinato e per questo forse le sale erano piene di trentenni commossi e non di adolescenti sognanti.

Il regista è J.J. Abrams, che ha anche scritto il film, un pò l’erede di Spielberg dal punto di vista della creazione di immaginari leggendari (basti pensare a Lost, Alias, o al bellissimo prequel di Star Trek) e la versione un pò nerd di registi alla Michael Bay. Una garanzia insomma, perchè se proprio non doveva essere Spielberg a dirigere, Abrams è quello che ispirava più fiducia.

La trama è quella che aspettavamo da 20 anni: un gruppo di amici sta girando un film per un concorso e durante una delle riprese assistono ad un misterioso disastro ferroviario causato da un vecchio professore, che fa deragliare un treno di proprietà dell’esercito. Da quel momento nella piccola cittadina dell’Ohio iniziano a susseguirsi misteri, sparizioni ed eventi inspiegabili, che il gruppo di ragazzi si troverà a fronteggiare insieme al vice sceriffo, padre vedovo di uno dei protagonisti.

Il punto di forza del film sono i personaggi, ai quali Abrams ti fa affezionare prima ancora che alla trama stessa, come accadeva proprio con i film di Hughes e come accadeva negli anni 70 80, prima che l’effetto speciale fosse ciò attorno a cui viene costruito il blockbuster.
Abbiamo tutti i personaggi classici: quello un pò strambo e piromane, quello tonto, quello grassoccio innamorato della protagonista del film e quello tenero, triste, a cui è morta la madre e che conquista la ragazza più bella quanto irraggiungibile. Li si ama da subito, per via di dialoghi divertenti e mai banali, battute e ironie reciproche e quelle situazioni in cui è così facile riconoscersi che sembra di essere tornati alle medie.. e il segreto è tutto lì. Una volta che arriva l’epilogo il trasporto è tale che sembra di stare di nuovo davanti a ET e a fare il tifo per l’ extraterrestre (le citazioni sono un’infinità, nonostante Abrams mantenga il suo stile e la sua identità questo è il film di Spielberg che Spielberg non ha mai girato) e una cosa è certa: proprio come allora sarà impossibile non versare almeno una lacrima.

Un pò per nostalgia, un pò per i ricordi , un pò anche per gratitudine: grazie Steven e grazie JJ per averci fatto tornare bambini per un paio d’ore!

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~ di muchadoaboutnoth1ng su ottobre 25, 2011.

3 Risposte to “But no, no, John Hughes did not direct my life // Super 8”

  1. Bellino proprio! Si rimettessero a farne di film cosi’ !

  2. Bellissimo pezzo!
    Eh si, siamo stati davvero fortunati!Se penso al background che avrei rischiato di avere nascendo solo 10 anni più tardi, mi vengono i brividi.
    Questo film è la quintessenza di quel cinema che fu: non ha pretese di essere il nuovo ET o il nuovo The Goonies perchè è così sincero ed onesto nelle sue intenzioni che ti lasci trasportare in quell’universo che tanto ti ipnotizzava da piccolo.
    La sequenza dell’incidente o quella finale sono così potenti che ancora adesso mi emoziono se ci penso e il loro gruppetto di amici niente di più vicino da quelli sognati da noi.
    E chi se ne importa se in molti gridano all’operazione nostalgia in termini dispregiativi. Un pò mi fanno tenerezza, probabilmente loro hanno solo invidia di non aver avuto come “amici” i vari Elliott, Chunk e il piccolo Barry.

  3. Ti dirò, mia cara emotivissima fanciulla acida… quando ho scaricato il film (perchè lungi da me andare a sperperare il mio denaro al cinema in questi tempi di GRISI) all’inizio l’ho guardato con un pensiero fisso in testa…

    “checagatachecagatachecagatachecagatachecagata”

    No, aspetta a lanciarmi contro le abatjour dell’ikea! Fammi spiegare!!…

    Pensavo sta cosa perchè continuavo ad aspettarmi il classico film in stile 2011… le cose alle quali mi sono (come tutti) abituato a vedere…
    Poi ho messo pausa, ho fatto pipì perchè la tenevo da che il film è iniziato, e mi sono svaccato sul letto a guardarlo un po’ più con calma…

    Dire che ho pianto come una fontana è un garbato eufemismo… alla fine ho tirato fuori i pompom e ho fatto il tifo da stadio per quell’alieno così minacciosamente cuccioloso…
    Anche se ho odiato la storia alla fine del cazzo di medaglione di merda che deve lasciare andare sennò la storia non finisce! Emmynkja… ettienitelo che è l’unico ricordo di quella vacca di tua madre, idiota!!!!… (oops, m’è cascata la coroncina…)

    Hai citato il film giusto… Goonies…
    Quando lo vidi da bambino mi ci sono identificato totalmente… E rivedere questo film ora mi ha fatto ripensare a tutto quello che provavo un tempo… compreso l’imbarazzo di parlare alla ragazzina che mi piaceva alle elementari/medie (ebbene si, ho un passato torbido vissuto nel lato oscuro)…

    Purtroppo le nuove generazioni sono fottute… non c’è modo di recuperarle… forseforse si salvano gli ultimi arrivati perchè con la nuova moda del “Torniamo al biologico, al naturale, a quello che facevano una volta” certi bimbi stanno cominciando a rivivere un po’ alcune cosine nostre… tipo i giochi di società… non è molto, ma è un’inizio… E mettiamoci pure in mezzo sto film… Un JJ Abrams/Spielberg di provenienza biologica… (ma si può sapere che cazzo sto a dì?!)

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