My mama said I was not built to break // Goodbye Whitney

Whitney si faceva di crack. Ok.
Whitney si fumava dei sigari che neanche Fidel Castro e per questo la sua voce è diventata quella di Barry White. Ok.
Whitney era un pò stronza, non ha mai avuto un personaggio simpatico in nessun modo, era un pò bacchettona. Ok.

Whitney è morta.

Probabilmente la prova vivente (si insomma.. avete capito) che l’amore può uccidere, può rovinarti la vita nonostante la ricchezza, la fama e la fortuna e nonostante la fede. C’è una certa e strana connessione tra Whitney e Dio, e credo che questo dipenda dal fatto che la sua voce raggiungeva a volte una perfezione tale da far pensare a chi aveva la fortuna di ascoltarla che avesse un che divino…ma non credo sia solo questo.
Resto convinta che parte della sua mancanza di charme come personaggio per chi è solitamente fan del pop sia proprio questa: le scelte a volte rigorose in merito ai testi e ai ruoli che interpretava. Terribilmente lontani da noi, molto più vicini al gospel. Perchè diciamo la verità, per noi “Dio” è un pò come il fumo negli occhi, perchè siamo cresciuti con il fastidio generato dalla Chiesa sempre e ovunque e con la ribellione che ne consegue. Per noi ovviamente intendo me stessa e le persone che mi sono più vicine, sia chiaro, ma anche e soprattutto noi italiani che paghiamo care le conseguenze delle ingerenze della Chiesa in cose che con Dio e la religione hanno poco, pochissimo a che fare.

Per questo personalmente ho sempre preferito concentrarmi sulla voce, e l’ho sempre amata per questo perchè ci sono pochi dubbi: la sua voce era praticamente perfetta e lei una delle migliori cantanti che siano mai esistite. Period. C’è poco da discutere, perchè con la voce faceva esattamente quello che voleva a volte con disinvoltura spiazzante e credo che questo si possa riassumere con una sola, unica performance.

Era il 27 Gennaio del 1991, gli Usa erano nella Guerra del Golfo da 10 giorni e Whitney prese gli americani (o almeno i 115 milioni che guardavano il Superbowl) per mano regalandogli insieme ad una delle migliori versioni del loro inno nazionale (e praticamente l’antitesi di quella – sempre magnifica – suonata da Jimi Hendrix a Woodstock) anche una botta di patriottismo che non si vedeva da decenni.

Negli anni 80 come ho detto spesso nonostante fossi in zona elementari adoravo il rock e fino al 90 non credo di aver mai sentito una sua canzone.. finchè non arrivò The Bodyguard e con esso i pezzi della colonna sonora ascoltati fino a consumare il cd e i miei timpani insieme al nastro della VHS registrata da tele+. Impazzivo per I Have Nothing molto di più di quanto non facessi per I Will Always Love You (non c’è bisogno che io dica quale versione preferisco), ma era Queen of The Night che mi mandava letteralmente fuori.
Poi venne la colonna sonora di The Preacher’s Wife che mi fece adorare il gospel, per me fino ad allora qualcosa di totalmente sconosciuto e riservato alle chiese, insomma non roba per me.

My Love is Your Love credo sia in assoluto la mia canzone preferita insieme a Step By Step (i migliori primi 40 secondi di tutti gli anni 90, secondo la mia modesta opinione) ed è con queste che mi va di ricordarla, perchè insomma, lo sappiamo tutti come è andata a finire.

Le abbiamo creduto tutti nel 2009 quando sembrava ci credesse anche lei di esserne uscita, sebbene con la voce semi distrutta, ma ancora con classe. Perchè se è vero che nell’album c’erano si e no 3 pezzi degni di nota, uno di questi era “Didn’t know my own strength” e Dio, quanta classe c’era. Un testo profetico che la rendeva un esempio di forza, coraggio e tenacia. Non è bastato però, e non è bastata la forza che Whitney non sapeva di avere e non le è bastato cadere e rialzarsi di nuovo. Per questo la sua morte mi rattrista profondamente, perchè mi toglie un pò di speranza, perchè dopo aver ripetuto così spesso i versi di quella canzone ora mi sembrano effimeri, scritti sulla sabbia e insignificanti.

“She had everything, beauty, a magnificent voice. How sad her gifts could not bring her the same happiness they brought us.” – Barbra Streisand

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~ di muchadoaboutnoth1ng su febbraio 16, 2012.

4 Risposte to “My mama said I was not built to break // Goodbye Whitney”

  1. Vorrei avere la piena convizione di dire che Dio se l è ripresa, e che era egoisticamente ossessionato dalla sua voce, ma non ce l’ho, dato che ancora non so di avere un Dio.

    Vorrei avere la piena consapevolezza che non si può morire d’ amore, che solo uno sciocco può tentare di sostituire la propria dipendenza d’amore con un’altra dipendenza, solo perchè, apparentemente, l’altra non crea lesioni e lividi in faccia.

    Mi muore invece la CANTANTE più chic, più bella e più VOCE di tutte e… quindi non potrò mai essere consapevole a pieno che una cosa del genere si possa evitare…E cmq il sacrificio dove cazzo è?

    Ma cazzo Whitney, non mi morire!! Non mi annegare, non darla vinta alla banalità del male!

  2. Non so nemmeno che dire, non sono mai stato fan di Whitney (più perchè non l’ho mai approfondita che per altro, sinceramente), forse è pure una cosa generazionale (quando è uscito The Bodyguard avevo tipo 5 anni), ma sono SINCERAMENTE dispiaciuto per la sua morte.

    Tra l’altro, io mi commuovo ogni volta che sento Star Spangled Banner o Amazing Grace mi commuovo. E’ sistematico. NOn so bene perchè. Forse nel profondo (ma nemmeno tanto profondo, a pensarci), vorrei essere nato in uno stato del sud, mettermi camicie a quadri e parlare come un accento improponibile. Tutto questo non c’entra nulla, lo so

    Comunque mi mancherà

  3. Ecco, al contrario di te ho smesso di seguirla proprio con The Bodyguard. E’ un film che non ho mai apprezzato, anche se confesso di avergli dato poche possibilità.
    Ho riamato Whitney proprio con My Love Is Your Love. E’ stata come una fiammata velocissima, poi ho preferito concentrarmi di nuovo sul suo passato. Ora che ho letto il tuo post penso che prenderò l’ultimo album, 3 pezzi “degni di nota e pieni di classe” non sono cosa da poco.

  4. E’ stata la mia prima ossessione. I playback davanti allo specchio, le visioni con la famiglia di quel film niente di chè ma che comunque ti incollava davanti alla tv e quella voce unica, con cui poteva fare davvero qualsiasi cosa senza il minimo sforzo.
    My Love is Your Love me l’ha rifatta amare tantissimo, un album bellissimo con alcuni pezzi che subito sono diventati dei classici. Io personalmente ho amato tantissimo anche l’ultimo album: Million Dollar Bill, Nothin’ But Love , I Look to You, A Song for You, I Didn’t Know My Own Strength, For the Lovers tutte bellissime a mio parere, soprattutto perchè mantiene il suo stile.
    Una signora della musica, forse l’ultima vera signora.

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