I’m on the Edge The Edge The Edge The Edge THE EDGE // Lady Gaga “Born This Way Ball” Live in Twickenham

Mi è piaciuto.

Leviamoci subito il pensiero così almeno chi desiderava leggere una secchiata di sterco lanciata nella direzione della Germanotta può andare su qualche altro bel sito con la grafica fosforescente o che so, a depilarsi il pube.

Ci sono andata con le aspettative più basse che ricordi di avere mai avuto e senza leggere una sola notizia a lei dedicata da mesi e questa strategia ha dato i suoi frutti dal momento che quando apre bocca per esprimere una qualsivoglia opinione riesce a frantumare le palle anche al Dalai Lama.
Ma se mi è piaciuto è stato anche merito suo, ovviamente, perché questa volta Lady Gaga taglia i suoi sermoni almeno della metà (anche se restano inevitabilmente nel suo DNA quindi non mi sarei certo aspettata un dialogo limitato alla De Gregori) e soprattutto si lancia molto meno in proclami sul suo destino o sulle sue intenzioni di cambiare il mondo.

E’ molto più terra terra, molto più aggressiva e non più ossessivamente alla ricerca dell’applauso. Si sente qualche vaffanculo (tenta di far cantare al pubblico Imagine e quando lo vede poco reattivo manda tutti a cagare e attacca U&I, ad esempio, e una volta avrebbe fatto apparire un gobbo sugli schermi pur di far partire il karaoke) e le lacrime di commozione dopo ogni singola canzone sono ormai cosa dimenticata. Forse è un cambiamento fisiologico, e conferma almeno in parte quello che ho sempre pensato ovvero che quelle lacrime non erano finte.
Erano figlie di un onesto stupore nel constatare per la prima volta l’affetto di migliaia di persone tutte insieme e ora che non è più la prima volta e quello stupore non c’è più, con lui sono sparite anche le lacrime. Mi pare che fili come ragionamento, ma se non siete convinti non vi preoccupate: non me ne frega una cippa.

Messi da parte i preconcetti quindi quello che resta è un bello spettacolo e il consiglio che mi sento di dare a chi è in dubbio è: andate, e divertitevi.
E’ un bel concerto pop, con i colori e i costumi del caso. E’ il Monster Ball ridimensionato non solo dal punto di vista dei proclami e dell’emotività ma anche da quello delle scenografie e dei costumi. Scenografia che è una e fondamentalmente rimane quella per tutto lo show, ovvero il mega castello delle polemiche. E’ carino, e non mi disturba questo concept un po’ horror anche se avrei preferito se l’avesse reso un po’ più utile ai fini dello spettacolo e non avesse scelto di usarlo solo come “sfondo”. Non c’è una vera storia in questo caso, un vero viaggio durante lo show, ma è più che altro (cosa che è abbastanza ovvia per chi i concerti pop li frequenta di rado, per lo spettatore casuale ma per gli assidui frequentatori di concerti un po’ meno) una “semplice” rappresentazioni delle sue canzoni.

Gli interlude sono ridotti al minimo e questo lo trovo fondamentale in quanto uno dei difetti dello show precedente era proprio l’eccessiva frammentazione dello spettacolo per cambiare costumi improbabili che poi la rendevano immobile. Qui è tutto più scorrevole, più concentrato sulla musica e i costumi aggiungono, anziché togliere, qualcosa allo show benchè restino eccessivi come è nel suo stile. Le coreografie ci sono e sono migliori del tour precedente ma diciamo che più semplicemente lo standard si è alzato nel complesso e cose che prima sembravano un po’ campate per aria e lasciate al caso qui hanno preso una piega più “seria”. Il bel canto, forse con la sicurezza di aver già chiarito di avere una bella voce e di saperla usare, viene un po’ sacrificato.. anche se sarebbe meglio dire che è il fiato a mancarle spesso e volentieri durante i pezzi più uptempo e questo danneggia la sua performance molto più di quanto non facesse in passato.

Ecco, qualche uscita in pelliccia in meno in agosto e qualche oretta di tapis roulant in più ti avrebbero giovato Gaghina… e non per quei chili “di troppo” dei quali a me sinceramente non importa, anzi. Mi piace questo suo essere più umana da quel lato, ma se questa mancanza di allenamento influenza anche la resa canora e la tenuta fisica durante un concerto di due ore beh, non è più così “figo”.

La setlist è perfetta, e su questo non ci sono dubbi, non ci sono tempi morti, non ci sono pezzi che stonano, è un continuo ed estenuante ballare. Persino Americano guadagna nella versione dal vivo e incredibilmente è una delle canzoni che è stato più divertente ascoltare. Non so se ho digerito il declassamento di Bad Romance a canzone qualsiasi in mezzo al concerto ma prima o poi doveva succedere, suppongo.. al suo posto, in chiusura, Edge of Glory – che essendo l’immenso pezzo pop che è oltre che sparpagliare le mie corde vocali sugli spettatori davanti a me fa esplodere lo stadio come una volta succedeva con Bad Romance – e Marry The Night (con qualche fan preso dal pit che l’accompagna per tutto il pezzo) che si rivela un’ottima sostituta. Sparita anche Speechless e la parte ballad è ridotta la minimo con “You & I”, “Princess Die” e “Hair”, il resto è diviso in modo ottimo tra tutta la sua produzione e non c’è un pezzo particolare che avrei omesso (ma Beautiful Dirty Rich o Dance in The Dark al posto di Alejandro le avrei preferite).

Promossa dunque, per quanto mi riguarda, anche se con il debito nella materia “impegno”. Perchè gioia mia, mi dispiace essere la prima a dirtelo ma questo non è il rock & roll: non devo ricordarti cosa è successo alle ultime due popstar che hanno smesso di farsi il culo per guadagnarsi gli spettatori ogni sera, vero? Ti do un aiutino, una la vedrai stasera alla tv e l’80 % degli spettatori sarà sul divano con i popcorn nell’attesa che qualcuno le dica “E tu chi cazzo sei?”

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~ di muchadoaboutnoth1ng su settembre 11, 2012.

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