Can you hear us crying Duke?

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Ground Control to Major Tom
Your circuit’s dead, there’s something wrong
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?

 

I miei ricordi di te Duca partono da lontano.

Partono da quando  da piccola guardavo e riguardavo Labyrinth con la frequenza con cui i bambini di oggi guardano Peppa Pig.

Pensavo che quel signore affascinante e un po’ pazzo fosse un mago, ricordo che ci provavo anche io a fare roteare le sfere come facevi tu ma non ci sono mai riuscita! La mia parte preferita del film era Magic Dance e la mandavo indietro continuamente, mi piaceva la tua voce, il tuo atteggiamento, sembravi davvero una creatura irreale, più di quei pupazzi di cui il film era pieno.

Poi sono cresciuta ed è arrivata la passione adolescenziale per Christiane F, e ci siamo incontrati di nuovo.

Con un’amica ci trovavamo di pomeriggio, dopo la scuola, ad ascoltare i tuoi dischi uno dopo l’altro e ti chiamavamo sempre e solo Duca Bianco. Parlavamo dei tuoi look, dell’innovazione che portavi in qualsiasi campo, di quanto fossi avanti rispetto a chiunque.

A volte prendevamo la radio e ci sdraiavamo al parco a fumare e ad ascoltare a ripetizione Space Oddity. Ricordo benissimo il giorno in cui il nastro ci abbandonò dopo l’ennesimo FFRW e le nostre urla disperate!

Per me eri anche Berlino e Berlino era te. L’unica cosa che me la rendeva interessante all’epoca era che tu la trovavi interessante quindi qualcosa di speciale doveva pure averla. Il mio amore per Berlino nasce anche da lì, e questa è una delle decine di cose che hai fatto per me Duca.

Non sono mai riuscita a sentirti cantare ma una volta ho avuto la fortuna di vederti con i miei occhi. Tu eri in pieno hangover, probabilmente ci hai odiati tutti fuori dal Four Seasons ma nonostante tutto hai firmato tutto quello che ti mettevano davanti compresa la mia enorme e pesantissima Smemoranda. Ti guardavo, Duca, l’uomo caduto sulla terra, il marziano ed eri di una bellezza disarmante anche così, strafatto e incazzato. I capelli un po’ lunghi nascondevano i tuoi lineamenti perfetti e ricordo benissimo il sospiro generale del gruppo di fan e anche mio quando con una mano li hai spostati indietro.
Probabilmente di quel giorno te ne sarai dimenticato immediatamente ma è un ricordo che dal 99 mi fa compagnia: IO HO VISTO ZIGGY STARDUST!

Questa mattina la notizia che tu, proprio tu, l’immortale, l’ultraterreno, hai dovuto soccombere alla realtà della lettera C che fa tanto paura nominare.
Ed è strano, difficile farsene una ragione perché tu non era previsto che morissi, ho sempre pensato che la terra fosse nata con te e che saresti stato con lei fino alla fine.

Ma forse è vero, tu non sei morto.

Sei caduto sulla terra e chi ti ha mandato ti ha rivoluto con se perchè noi umani non meritavamo tanto.

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~ di muchadoaboutnoth1ng su gennaio 11, 2016.

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