Dunkirk // Christopher Nolan

d90a1a3fe173e96e786dffda9cc50301-dbfa97a

Nolan è un grande regista.

Non sempre mi ha convinta e spesso ho mal sopportato la sua costante necessità di spiegare nei suoi film quello che non era necessario spiegare.
Ho sempre trovato questa sua scelta poco coraggiosa, quasi che non volesse rischiare di diventare troppo di nicchia, poco comprensibile al grande pubblico.
Questo però non mi ha impedito di apprezzare la genialità di alcune sue scelte, il perfezionismo che oggi si vede raramente con cui cura ogni singolo aspetto dei suoi film, come la colonna sonora, il suono, la fotografia si fondono creando un insieme che ti rapisce, ti lega alla sedia lasciandoti impotente.

E’ la sua più grande qualità, trasformare il film in un’esperienza totale, che coinvolge ogni senso.
E questo è quello che ha fatto con Dunkirk all’ennesima potenza.

Un film di guerra senza sangue, un film di guerra senza  nemici, quei tedeschi che non vengono mai neanche nominati se non in una battuta e con un termine slang inglese.
Non sono loro i protagonisti di questa battaglia in particolare, anche se sono i protagonisti della guerra. Questa battaglia è dell’Inghilterra e per l’Inghilterra, la ritirata in funzione della vittoria finale.

Personaggi senza nome perché non importa, è la guerra e in guerra tutti hanno un solo desiderio: tornare a casa.
È uno dei pochi casi in cui non ho sentito la necessità di sapere di più, di vedere flashback della loro vita, di cosa li aspettava, cosa si erano lasciati dietro, perché non è necessario. C’erano 400.000 soldati sulla spiaggia di Dunkirk e tutti avevano un motivo più che valido per voler tornare a casa, per sopravvivere.

Nolan – questo mi ha sorpresa molto considerata la sua passione per il racconto stratificato, per il retroscena, per passato e presente che si fondono e si inseguono – non ti chiede di affezionarti a questo o a quell’uomo, ti porta direttamente dentro la loro esperienza e quando ci sei dentro capisci che vuoi vivere, non importa perché. Vuoi uscire vivo dalla nave affondata, dall’aereo ammarato, dal mare di gasolio in fiamme. Sei sulla spiaggia, nella barca ammarata, sei su quel molo e ti abbassi perché non vuoi che la bomba cada proprio lì, su di te.

Gli eroi veri poi, se vogliamo trovarne in un evento che storicamente è ricordato come un fallimento per l’esercito britannico, sono proprio quegli inglesi che con le loro barche rischiarono tutto per attraversare la manica e salvare chi stava combattendo per loro.
È il patriottismo, da noi spesso associato a qualcosa di negativo, che come concetto ci è distante e sconosciuto e che può sembrare ridondante, retorico al limite del fastidioso.
Ma a pensarci bene perché? Non è forse il concetto di patria e l’amore per essa qualcosa a cui aspirare?

Dunkirk dura “solo” 106 minuti, poco per gli standard attuali: e grazie al cielo aggiungerei. Sarebbe stato difficile sopportare un’esperienza così totalizzante e ansiogena (farei un discorso a parte solo sull’utilizzo della scala Shepard se solo avessi le competenze necessarie), per un tempo superiore.
Ma è un’esperienza che va fatta e nel miglior modo possibile. Niente RIP scadenti e schermi del PC, neanche un bluray potrà rendere giustizia a questo che è cinema nel senso più puro del termine, può essere visto solo in sala.

E se volete un consiglio, fatelo al più presto.

~ di muchadoaboutnoth1ng su settembre 12, 2017.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: